In Puglia il ciclo dei rifiuti è al collasso, o quasi. Soltanto grazie all’aiuto (pur temporaneo) di altre realtà italiane (Emilia Romagna e Veneto, tanto per fare due esempi) riusciamo a gestire quasi quotidianamente una emergenza che non può però essere risolta soltanto invocando una maggiore percentuale di differenziata o prevedendo divieti di conferimento o deroghe ai limiti di riempimento delle discariche (quelle non sotto sequestro).
Mancano gli impianti di lavorazione e di riciclo, mancano gli inceneritori, mancano i centri di smistamento e stoccaggio, mancano i termovalorizzatori… e soprattutto stenta a decollare un progetto sui rifiuti che soltanto qualche giorno fa sembra aver visto la luce (e passeranno anni dalla sua completa realizzazione, se mai avverrà).
“La sinistra al governo non si smentisce mai: riforma ciò che qualche anno prima ha riformato per infondere nuova speranza atta a coprire incapacità, inefficienze ed errori dettati dal radicalismo ideologico. Dalla riforma dei Consorzi di Bonifica del 2011 alla sanità e ora ai rifiuti nonostante loro riforma del 2012 é un cliché collaudato. Sembra che lo facciano apposta a fare leggi, lasciarle inattuate e inapplicate, succhiare tasse ai pugliesi per poi dire va fatta la riforma della riforma con l’immancabile Commissario salvatore della Patria che salva solo il Vendola o l’Emiliano di turno”.
Lo dichiara il capogruppo dei Conservatori e Riformisti alla Regione Puglia, Ignazio Zullo.
“In questo andazzo Vendola costruiva il suo sistema che ora Emiliano intende smantellare e nei loro sistemi se la godono i portatori di voti nelle loro campagne elettorali alla faccia dei pugliesi. Non abbiamo bisogno di nuove leggi con l’idea di esautorare la partecipazione delle comunità locali alla gestione del ciclo dei rifiuti – prosegue – per mettere tutto nelle mani di un proprio fedelissimo nelle funzioni di commissario. Questa é tirannia e contro i tiranni dobbiamo spenderci in ogni battaglia. Hanno criminalizzato i termovalorizzatori del Piano Fitto per introdurre la raccolta differenziata fin dal 2007. Risultato? Emergenza rifiuti, tassa rifiuti insopportabile, ecotassa e, colmo dei colmi, rifiuti avviati all’incenerimento in Emilia e Veneto con costi di trasporto e di ristoro ambientale per quelle Regioni che gravano sulle spalle dei pugliesi. La nuova legge serve ad Emiliano non alla Puglia. Alla Puglia servono gli impianti – conclude Zullo – e noi da tempo, inascoltati, proponiamo e continueremo a proporre l’introduzione del sistema di accreditamento di impianti pubblici e privati fondati sul calcolo del fabbisogno, su requisiti predefiniti e su tariffe pre-stabilite per una gestione virtuosa, efficiente ed economica del ciclo dei rifiuti”.











