HomeMondo SportCalcio femminileCara Pink Bari ritenta, sarai più fortunata

Cara Pink Bari ritenta, sarai più fortunata

Retrocesse. Questo è il dato sportivo che marchia a fuoco la prima stagione della Pink Bari nella serie A femminile. Quindici punti, frutto di 4 vittorie, 3 pareggi e 19 sconfitte. Un ruolino di marcia in trasferta – 1 solo punto in 13 partite lontano dall’Antonucci di Bitetto – che è la cartina al tornasole dell’inesperienza e della fragilità caratteriale della squadra che hanno condizionato pesantemente la stagione.

Lana Clelland, la speranza e il crollo. Eppure ad un certo punto del campionato la giovane Pink aveva lasciato intravvedere qualche spiraglio di sole. Era il giorno di San Valentino: gli irriducibili tifosi della squadra allenata da Isabella Cardone s’innamorarono perdutamente di Lana Clelland, l’attaccante scozzese arrivata a metà stagione dalla terra degli Highlander per dare sostanza all’anemica prima linea biancorossa. La tripletta della platinata punta britannica valse il netto successo per 4-1 sul Riviera di Romagna e la concreta sensazione che, in fondo, non vi erano pesanti lacune da recuperare rispetto al resto delle pretendenti.

Mancavano 10 giornate al termine. Era lecito aspettarsi da quella partita un torneo a caccia di punti – le classiche 10 finali – per sfamare sul campo la voglia di storica salvezza. Nulla di tutto ciò, purtroppo. Come se la Pink si fosse “accontentata” delle sue ritrovate potenzialità. Dal 14 febbraio al termine del campionato è arrivato un solo punto, in trasferta contro l’Orobica, e poco altro.

Le difficoltà logistiche. Non infieriremo, perché la stagione della Pink non merita una secca bocciatura. Retrocesse, dicevamo, è vero. Nel campionato appena concluso, la Pink era l’unica rappresentante del Sud Italia. Oltre all’onore sanguigno e patriottico, questo comportava due insidie per la matricola barese: lunghe trasferte ogni 2 settimane – che nel calcio dilettantistico sanno come pesare, in termini di risorse economiche, fisiche e mentali – e, soprattutto, uno strenuo confronto con un universo calcistico più maturo e rodato come quello femminile del Nord Italia.

I meriti di Alessandra Signorile. Alla luce delle difficoltà, onore e merito ad Alessandra Signorile, presidente della Pink Bari e, da quest’anno, coordinatrice del Consiglio del Dipartimento calcio femminile nazionale. Non varrà i punti persi nelle trasferte “della vita” – Pordenone e Cuneo su tutte – ma ci pare doveroso sottolineare i frutti dello sforzo politico ed organizzativo di Signorile, in grado di far crescere il movimento femminile barese a tutti i livelli, soprattutto quello giovanile. E chissà che un giorno non si avveri il sogno Champions League a Bari, con una squadra nata nella cantera biancorossa. Su questo punto ci torneremo.

L’esito del campo. Sul campo, oltre all’inesperienza, la Pink ha pagato due limiti. Uno strettamente tecnico, ovvero l’assenza di una pedina in grado di distribuire gioco e gestire i palloni a centrocampo. La riprova: la Pink ha fatto risultato quando è emersa la sua intima anima operaia, in grado di esaltare al meglio le caratteristiche delle giocatrici schierate sulla linea mediana – Carmela Anaclerio e Aricca Vitanza su tutte.

L’altro limite mostrato, invece, è sul piano caratteriale. Solo nel punto racimolato in trasferta contro l’Orobica la Pink è riuscita a riacciuffare un iniziale svantaggio e portare a casa un risultato positivo. Spesso le giocatrici in campo, al primo goal subito, hanno pagato panico e nervosismo con il raddoppio quasi “istantaneo” delle avversarie, come ad esempio nella sfida casalinga contro la Torres.

Quelle strane decisioni arbitrali. A corredo di tutto ciò, una buona dose di episodi controversi e sfortunati. A pensar male raramente si sbaglia, recita un adagio popolare. Nella lunga lista di sviste arbitrali che hanno penalizzato le biancorosse ne citiamo tre, andando a ritroso: l’incredibile espulsione subita da Giuseppina Di Bari nella sfida casalinga contro il Tavagnacco, il goal in netto fuorigioco convalidato al Cuneo nella sfida persa in trasferta 1-0 e il goal del pareggio non convalidato a Lana Clelland nel finale a Firenze. Sarebbe stato 2-2 su un campo difficile. Un punto – e soprattutto tanta autostima e consapevolezza – in più.

Le calciatrici e la cantera. Fra le cose da salvare, alcune individualità. Giuseppina Di Bari è stata una sicurezza, spesso le sue parate sono state determinanti. Due rigori parati, contro Pordenone e Res Roma, sono valsi 6 punti. Ilaria Trotta si è rivelata assoluta protagonista del reparto arretrato – non a caso la redazione di pugliain.net l’ha inserita fra le 10 atlete dello sport pugliese lo scorso 8 marzo – senza mai sfigurare al cospetto delle più quotate attaccanti del campionato italiano. Debora Novellino ha percorso più chilometri di una maratoneta professionista. Carmela Anaclerio ha portato legna a centrocampo e segnato la bellezza di 5 gol. Marcature mai banali, frutto spesso di spettacolari acrobazie o intuizioni balistiche. Nella sfida vinta in casa contro il Cuneo, la numero 4 ha realizzato il raddoppio con una perfetta semi rovesciata. Guai ad intonarle Una vita da mediano. Lana Clelland è arrivata a metà stagione, abbastanza per entrare nei cuori dei tifosi biancorossi. Le sue 10 marcature non sono bastate per portare la Pink ai play out. Nelle due vittorie più prestigiose – contro Res Roma e Riviera di Romagna – c’è comunque la sua firma. Un plauso anche a Lucia Conte, beffata da un infortunio ad inizio stagione ma rientrata in bello stile a campionato in corso.

Ci sono poi le stelline dell’under 17, Gaia Dell’Ernia e Lucia Strisciuglio. La prima colpisce per maturità e compostezza – a dispetto dei suoi quasi 16 anni – che le hanno permesso di gestire al meglio l’emozione per l’esordio in massima serie. La seconda ha sorpreso soprattutto per le buone cose lasciate intravvedere ad inizio stagione e per il gran goal, purtroppo inutile, nella sciagurata sconfitta interna contro l’Orobica.

E adesso ripartire.  Dimenticare subito l’amarezza per la retrocessione dev’essere il primo compito per casa. Una società si dimostra quando riesce a trarre insegnamento delle brutte avventure. Si chiamano esperienze, guarda caso le grandi assenti pregresse di questa stagione appena conclusa. Si torna in B senza Marina Rogazione: dopo 14 anni – praticamente da sempre – la seconda punta abbandona il campo di gioco e la fascia da capitano. Non ci resta che sperare che questo sia l’ultimo dispiacere di questa stagione.

(foto Gaetano Ricciolo)

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Lino Castrovilli
Lino Castrovilli
Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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