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Cinema, la terra del Nord barese nelle sale

Non solo trulli e Salento, a ispirare i registi italiani sono anche il mare e le piazzette del nord barese. E’ da oggi nelle sale “Nomi e cognomi”, un film diretto da Sebastiano Rizzo e scritto da Camilla Cuparo, ambientato tra Giovinazzo, Molfetta e Terlizzi, ma se a questo aggiungiamo il blasonato prodotto di Matteo Garrone, “Il Racconto dei racconti” (girato al Castel del Monte e al castello di Gioia del Colle), in concorso in questi giorni al Festival di Cannes, allora la riscoperta del nord barese è consacrata.  Il primo racconta la storia di una redazione giornalistica alle prese con le ecomafie e l’amianto, infatti il lungometraggio ha il patrocinio dell’Ordine dei giornalisti di Puglia e il contributo dell’associazione Libera. I residenti sono stati catalizzati (le riprese sono avvenute tra novembre e dicembre 2013) dalla presenza di Maria Grazia Cucinotta nel film, ma pare che le sia stata riservata solo una parte secondaria, i giovinazzesi e molfettesi che hanno visto il trailer o qualche frame non vi hanno riconosciuto luoghi simbolici dei loro paesi, come invece è capitato per altri film ambientati in Puglia, dove campeggia la piazzetta inconfondibile di Polignano o il centro di Monopoli. Questo non si può dire per il film di Rossella De Venuto, Controra, anche questo girato a Giovinazzo, ma con l’esaltazione dei vicoli e i panorami di questo gioiellino barese. Si tratta di un’opera prima presentata al Bifest lo scorso anno, apprezzata dalla critica e in coproduzione Italia-Irlanda, la regista è di origini giovinazzesi, ma vive al Nord e racconta la storia di un uomo che vive in Irlanda e deve tornare improvvisamente al paese d’origine. Un thriller a tinte cupe di gusto europeo ma dall’estetica nostrana. Lunghe pagine e commenti si sono spesi per il film di Garrone, che è stato accolto con lusinghe assieme a Paolo Sorrentino in questi giorni a Cannes, la storia messa in scena è quella remotissima de “Lo Cunto de Li cunti” una raccolta di novelle di Gianbattista Basile, scritta in stile un po’ decameronico però scritto nel 1600, trecento anni dopo il capolavoro di Boccaccio, anche questo trasposto in film e uscito nelle sale poche settimane fa.

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Redazione
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