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C’è già stato un Sindaco di Puglia. 9 pillole di storia delle elezioni regionali

Sebbene le regioni a statuto ordinario fossero espressamente previste dalla Costituzione Italiana già nel 1948, si è dovuto attendere circa 20 anni per assistere alla loro nascita effettiva. Il passaggio fondamentale che rese effettivo il primo decentramento diffuso del potere dello Stato – sperimentato dalle 5 regioni a statuto speciale in vigore: Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Trentino Aldo Adige e Friuli Venezia Giulia – fu l’approvazione della legge 108/1968 contenute le norme per l’elezione dei Consigli regionali delle Regioni a statuto normale. Era il 17 febbraio 1968.

L’8 e 9 giugno 1970 si tennero nelle regioni a statuto ordinario le prime elezioni regionali. Il sistema elettorale – al pari del livello nazionale – era proporzionale puro. A farla da padrone nelle 15 regioni chiamate alle urne fu la Democrazia Cristiana, seguita a ruota dal Partito Comunista Italiano e dai Socialisti.

Il prossimo 31 maggio gli elettori pugliesi eleggeranno il loro 16esimo presidente. In questa breve rassegna, alcune curiosità sulle elezioni regionali pugliesi svolte dal 1970 ad oggi.

1. Gennaro Trisorio Liuzzi, il primo Sindaco di Puglia
Se prendiamo per valida l’idea che il titolo di Sindaco di Puglia va conferito a chi è stato primo cittadino del capoluogo e quindi Presidente della Regione, allora l’aspirante governatore Michele Emiliano ha già un illustre predecessore. Il 27 luglio 1970 Gennaro Trisorio Liuzzi, Sindaco di Bari ininterrottamente da 6 anni, venne eletto “a sorpresa” Presidente della Giunta Regionale.

2. Di padre in figlio. Salvatore e Raffaele Fitto
Puglia e Molise sono le uniche due regioni italiane ad aver avuto come Presidente padre e figlio. Il caso pugliese riguarda Salvatore e Raffaele Fitto. Il primo, importante esponente della Democrazia Cristiana pugliese negli anni ’80, è stato Presidente della Regione Puglia dal 20 aprile 1985 al 29 agosto 1988, giorno della sua scomparsa in un incidente stradale. Raffaele Fitto, suo figlio, è stato Presidente dal 16 aprile 2000 al 4 aprile 2005, sostenuto dal Polo delle Libertà.

3. Nichi, il più longevo
Nichi Vendola è l’unico presidente della Regione Puglia ad aver avuto un doppio mandato consecutivo. In pratica il presidente uscente è in carica ininterrottamente dal 4 aprile 2005: in totale sono 10 anni, 1 mese e 27 giorni al prossimo 31 maggio, data designata per l’elezione del suo successore. Come Vendola, solo Trisorio Liuzzi è stato 2 volte presidente. L’ex sindaco di Bari, però, non è stato eletto alla massima carica regionale per due mandati consecutivi, in quanto i suoi mandati hanno coperto i periodi 1970-75  e 1983-85.

4. Donne presidente? Nemmeno l’ombra
Nessuna donna è mai stata Presidente della Regione Puglia. Da quando nel 1995 è entrata in vigore la legge elettorale Tatarella – che concede all’elettorato la possibilità di indicare, oltre al partito e al consigliere, anche la preferenza sul Presidente – sono state solo 2 le donne che si sono presentate alle elezioni per ambire alla massima carica regionale: Adriana Poli Bortone (2010-2015) e Antonella Laricchia (2015).

5. Fuggi da Foggia. Mai un Presidente dalla Capitanata
Nessuno dei 15 presidenti della Regione Puglia è originario della Provincia di Foggia. Fra le province più rappresentate spicca Bari con 7 rappresentanti (Rotolo, Colasanto, Bellomo, Copertino, Saino, Distaso e Vendola) a cui vanno aggiunti i 2 originari dell’attuale Provincia Barletta-Andria-Trani (Trisorio Liuzzi e Borgia). 3 gli esponenti leccesi (Quarta, Fitto padre e figlio), 2 dalla Provincia di Brindisi (Convertino e Martellotta) e uno da Taranto (Monfredi).

6. Ritenta, sarai più suffragato… o quasi
Dal 1995 sono  4 i candidati che hanno affrontato 2 volte la sfida delle urne in qualità di aspirante governatore. Nichi Vendola ha sempre vinto (2005, 2010). Raffaele Fitto è in “pareggio” (vincente nel 2000, sconfitto da Vendola nel 2005). Quest’anno ci riprovano per la seconda volta Adriana Poli Bortone e Michele Rizzi, entrambi sconfitti nell’ultima chiamata alle urne.

7. Il crescente partito degli astensionisti
Fra il 1992 e il 1994 le inchieste di Mani pulite hanno assestato un pesante colpo alla voglia di partecipazione al voto degli italiani. I dati del Ministero degli Interni certificano la tendenza al disinnamoramento degli italiani – e dei pugliesi – verso l’atto più alto della democrazia rappresentativa.

Sino al 1990, l’affluenza alle urne dei pugliesi per le elezioni regionali era sempre oltre l’80%. Dal 1995 in poi si è assistito ad un pesantissimo calo: 75,72% nel 1995, 70,22% nel 2000, 70,49% nel 2005, 63,19% nel 2010. Il 31 maggio prossimo assisteremo ad un’inversione di tendenza o ad un ulteriore calo?

8. Raffaele Fitto, la vittoria più netta
Da quando vige il Tatarellum, solo Raffaele Fitto è stato eletto Presidente della Regione con la maggioranza assoluta dei voti. Il 16 aprile 2000 Fitto ebbe la meglio sul candidato del centrosinistra Giannicola Sinisi con il 53,27% delle preferenze.

9. Vendola all’ultimo voto
Nel 2005 furono solo 14131 i voti di scarto che consegnarono la presidenza della Regione Puglia a Nichi Vendola, ai danni di Raffaele Fitto. Questo, sinora, è il più esiguo margine di preferenze fra i candidati più suffragati emerso dalle urne.

I 15 presidenti della Regione Puglia, dal 1970 ad oggi
Gennaro Trisorio Liuzzi (1970-75)
Nicola Rotolo (1975-78)
Nicola Quarta (1978-83)
Angelo Monfredi (1983)
Gennaro Trisorio Liuzzi (1983-85)
Salvatore Fitto (1985-88)
Franco Borgia (1988)
Giuseppe Colasanto (1988-90)
Michele Bellomo (1990-92)
Cosimo Convertino (1992)
Giovanni Copertino (1992-93)
Vito Savino (1993-94)
Giuseppe Martellotta (1994-95)
Salvatore Distato (1995-2000)
Raffaele Fitto (2000-2005)
Nichi Vendola (2005-2015)

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Lino Castrovilli
Lino Castrovilli
Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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