HomePoliticaCentrodestra: coalizione pro-famiglia

Centrodestra: coalizione pro-famiglia

E’ l’ideologia gender che riporta dalla stessa parte della barricata e della storia, il caotico mondo del centro-destra italiano.

A pochi giorni dall’approvazione dell’ex ddl Cirinnà con cui Unioni Civili e Coppie di fatto sono entrate nel lessico del legislatore, Forza Italia – Lega Nord – frammenti di NCD – Conservatori e Riformisti – Fratelli d’Italia – Italia Unica, e altri, si mettono assieme per comunicare l’intenzione di chiedere un Referendum abrogativo.

Lo fanno con una conferenza a Montecitorio, e nei prossimi giorni sapremo se gli esponenti del Family Day e delle Sentinelle in piedi saranno coinvolti in questa iniziativa.

Luxuria in una recente intervista ha affermato: “Il referendum è uno strumento assolutamente legittimo. Lo si fece con il divorzio negli anni Settanta. Fanfani diceva che il divorzio avrebbe segnato la fine della famiglia tradizionale: è un linguaggio che ritorna. Nel caso, credo che vinceranno coloro che vogliono la conferma delle unioni civili.”

Ovviamente si tratta di una questione molto più complessa e articolata rispetto al divorzio. In quel caso i cittadini si esprimevano sulla possibilità che un rapporto potesse rompersi. Che un vincolo affettivo, giuridico, di stato di famiglia, potesse mutare. In questo caso invece, si tratta di contemplare altre forme di famiglia, e nel caso, di sostenere la possibilità che chiunque possa adottare.

Infatti nella dialettica parlamentare la stepchild adoption (adozione sociale da parte del nuovo partner in una coppia dello stesso sesso) stralciata per far passare le Unioni Civili, dovrebbe rientrare con un provvedimento ad hoc.

Nella maggioranza invero NCD era recalcitrante su questo tema, vittoria di Pirro dato che comunque si è aperto il solco a questa strada. E fa anche specie che, ora, una parte del partito del Ministro Alfano lotti contro la legge che hanno votato.

Matteo Renzi d’altro canto, teme ripercussioni sul Referendum di Ottobre in cui si è giocato la permanenza a Palazzo Chigi. Essendo una consultazione confermativa non ha quorum (a maggioranza semplice, chi prende un voto in più vince).

Ma è sempre Alfano, a dare una mano: “Proporrò al Governo di votare anche il lunedì sia il 6 che il 20 giugno. Spero che il Governo dica di sì”. Questo per le Amministrative, però potrebbe essere un precedente da utilizzare nel prossimo Referendum e captare la massima partecipazione possibile.

Tuttavia, sarebbe di una inaudita scorrettezza istituzionale visto il trattamento dello scorso voto sulle trivelle, osteggiato in ogni modo e passato in sordina sui media.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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