Giovanna Colapinto, farmacista per professione, clown per passione. Giovane professionista 26enne barese racconta la sua esperienza decennale nell’assiciazione V.I.P. Non l’acronimo inglese di Very Important People ma di Viviamo In Positivo, che è decisamente very importante. Perché questa associazione si occupa di applicare il metodo Patch Adams in tutto il territorio nazionale e a Bari è più che mai vivo è attivo. Meno conosciuta dell’ultima squadra di calcio, ma più rilevante del Pinocchio di Cattellan. In questa associazione gente di tutte le età e di ogni realtà sociale si impegna a portare un sorriso ai bambini costretti tra le corsie degli ospedali, un luogo where tre street have no name che si colora di nasi rossi palloncini e bolle di sapone.
Abbiamo incontrato Giovanna Colapinto, per saperne di più di questa associazione e per provare ad entrare, con il dovuto rispetto ed in punta di piedi, nel mondo dei bambini ammalati. Perchè se è vero che un sorriso non può guarire, sicuramente può aiutare.
Da quanto tempo sei impegnata in questa opera di volontariato?
Personalmente dal 2007, ma l’associazione nasce a Bari un paio di anni prima. È trascorso tanto tempo, ma vola quando lo vivi facendo cose che ti rendono felice.
Cosa fai esattamente?
Il clown – sorride – indosso il naso rosso, la tuta colorata e via. Organizziamo teatrini divertenti, prepariamo spettacoli con le marionette e le bolle di sapone; insomma ce la mettiamo tutta per regalare un sorriso e far passare in secondo piano il ricovero.
Dove svolgete la vostra attività di diffusori di buonumore?
Ci rechiamo tutti i week end presso l’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII e l’oncologico del Policlinico, ma organizziamo turni extra presso istituti pediatrici e case di riposo.
>Ogni turno dura tre ore. Sono ore di svago per i bambini e per i loro genitori, ma di grande entusiasmo anche per noi.
Esercitate i polmoni gonfiando palloncini e l’estro facendone sculture; in realtà le vostre performance sono un pezzo di circo e teatro tra le corsie, ci vorrà una certa preparazione.
Ce ne vuole tanta. La nostra associazione è viva sempre. Organizziamo incontri settimanali oltre che workshop periodici territoriali e nazionali. È necessaria una preparazione continua, sia degli spettacoli che dei metodi di approccio coi pazienti.
Vip coniuga senso artistico e impegno sociale. Possono iscriversi tutti e prendere parte al vostro progetto?
Certo, anzi più siamo e meglio è. Bisogna solo essere maggiorenni e amare i bambini. Intuire la fortuna che si ha nella avere la salute che a molti di loro manca e volersi prendere gioco di se stessi per farli divertire.











