E’ alla sua quinta stagione in biancorosso, le ha viste tutte qui a Bari. Così Marino Defendi è a tutti gli effetti il senatore di una formazione che ha voglia di riscatto dopo anni passati nel limbo della serie B. Questo, carte alla mano, sembra essere l’anno giusto. Lo dice Defendi, con cauto entusiasmo: “La società ha costruito una squadra dalla rosa importante calciatori con alle spalle stagioni in serie A vissute da protagonisti”.
Ma nel calcio non si vive di “figurine” e tutto è da dimostrare sul campo con la massima umiltà e senza sentirsi a tutti i costi indispensabile: Nel calcio i nomi non bastano e nessuno dei nuovi è arrivato qui con l’idea di essere la prima donna. Siamo tutti convinti che per far bene ci vogliono sacrificio, forza mentale e soprattutto spirito di gruppo”. Quattro punti nelle prime due partite, c’è ancora da scoprire quale sia il vero Bari che vedremo in questa stagione. Ma già le prime critiche si muovono nella città: “Critiche ingiuste – continua Defendi – contro lo Spezia abbiamo creato tanto. Poi siamo alle prime giornate e la squadra è ancora da rodare. A Vicenza abbiamo dato dimostrazione di essere un Bari che non molla mai, che a perdere proprio non ci sta. Siamo sulla strada giusta”.
In estate si sono inseguite voci su una sua possibile cessione, ancor più se si conta che a centrocampo c’è un certo traffico: “Non ho mai pensato di andare via. Se la società ha avuto delle richieste non lo so ma nei miei pensieri c’è sempre stato solo il Bari. Abbiamo alternative importanti – conclude – nessuna riserva ma calciatori che in serie B farebbero i titolari dappertutto. Fosse per me giocheremmo in cinque a centrocampo ma parlate con uno che al Subbuteo gioca con il 2-5-3. Romizi? L’ho sempre considerato un play davanti alla difesa ma il mister lo vede da mezzala e le scelte le fa lui. Il campionato è lungo, ci sarà spazio per tutti”.











