Una deflazione ed una crisi agricola che non viene percepita dai consumatori. Le cause sono tante, ma alla fine il prezzo più grande è tutto sulle spalle dei piccoli produttori che,s tretti da un lato dalla grande distribuzione e da logiche commerciali che troppo spesso tagliano le produzioni locali (e le nostre eccellenze) dai banconi di vendita, e dall’altro la sensazione di una qualità indotta che troppo spesso fa rima con l’apparenza e non con la sostanza (la qualità non è nella forma di un frutto o di una verdura, ma nella sua storia e tracciabilità di produzione e vendita…), la Coldiretti è tornata ancora una volta per strada, a Bari, per manifestare tutto il disagio del mondo agricolo.
“Il crollo del 60 per cento dei prezzi delle verdure nei campi causa una deflazione choc che i consumatori non conoscono perché sui banchi di vendita di piccola, media e grande distribuzione la forbice dei prezzi dal campo alla tavola è sempre troppo larga”.
A denuncia è Coldiretti Puglia che oggi ha manifestato con un flash mob davanti alla sede del Consiglio regionale prima della seduta dell’assise regionale ha donato verdure di stagione ai consiglieri regionali, agli assessori e ai presidenti di consiglio e giunta, Loizzo ed Emiliano.
Il tutto “per manifestare lo stato di disagio che gli agricoltori vivono in campagna e chiedere interventi di sostegno al settore attraverso campagne di comunicazione sulla sana e corretta alimentazione a base di prodotti ortofrutticoli pugliesi e favorendo la vendita nelle strutture della distribuzione organizzata”.
“La forbice dei prezzi dal campo alla tavola – denuncia Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia – si allarga sempre più per effetto congiunto dell’andamento climatico anomalo e troppo spesso di speculazioni e distorsioni lungo la filiera. Rispetto agli ortaggi, a nulla è valsa la programmazione degli orticoltori che in Puglia stanno raccogliendo ortaggi maturati contemporaneamente per il caldo anomalo degli ultimi mesi. Ciò sta determinando una saturazione e conseguente stagnazione del mercato già fermo per una domanda che non c’è, perché più fa caldo meno i consumatori acquistano ortaggi di stagione”.
La situazione dei prezzi in campagna – continua la Coldiretti – sta assumendo toni drammatici anche per il grano e gli allevamenti, in maniera particolare per il prezzo del latte alla stalla.











