Dotazione organica, profili professionali in esubero, valutazione delle performance, questi alcuni dei quesiti che la Commissione consiliare di indagine sulla gestione dei Consorzi di bonifica della Puglia presieduta da Gianni Stea, ha posto alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil.
Il presidente Stea ha spiegato che le audizioni serviranno “ad avere un quadro organico esposto da un osservatorio specifico quale è quello sindacale”.
“Per questo – ha continuato Stea – la necessità di avere chiara la reale situazione dei dipendenti dei Consorzi pugliesi, con particolare riferimento alle questioni relative alla mancata erogazione degli emolumenti, al fine di comprendere appieno le problematiche che hanno causato tale mancanza”.
Il segretario generale della Flai-Cgil Puglia, Giuseppe Deleonardis ha stigmatizzato la mancanza di un confronto sulla legge di riforma dei Consorzi che è già all’ordine del giorno della Commissione competente.
“Avremmo voluto fornire il nostro contributo alla stesura della legge” – ha detto Deleonardis, mentre sulla vicenda del personale ha annunciato una relazione dettagliata da depositare in Commissione. “Partendo dall’assunto che la questione è molto complessa ed articolata” – ha detto.
Per il segretario generale della Fai-Cisl Puglia, Paolo Frascella, “va detto che i dipendenti dei quattro Consorzi commissariati, dal 2003 ad oggi, nonostante i gravi disagi economici e le condizioni in cui hanno dovuto svolgere la loro attività, hanno dimostrato un alto senso di responsabilità facendo in modo che l’attività consortile potesse essere svolta”.
Frascella ha poi spiegato che i sindacati non hanno mai avuto i piani industriali dei Consorzi e pertanto non sono in grado di esprimere un giudizio. “Non si può in ogni caso ipotizzare che vi sia personale in esubero – ha continuato l’esponente della Cisl – anzi possiamo dire senza tema di smentita che il personale sia diminuito in questi anni per via dei pensionamenti senza turn over”.
Il segretario generale della Filbi-Uil Puglia, Dino Salvato, ha detto che “la situazione contingente non consente più ai dipendenti di assistere supinamente agli eventi. Da 15 anni doveva essere completata la modernizzazione delle infrastrutture, in modo da poter svolgere al meglio l’attività di gestione del settore”.
“La responsabilità del dissesto dei Consorzi – ha continuato Salvato – non può essere imputata al lavoro dipendente, vittima sacrificale di scelte politiche di questi anni che hanno scaricato il mancato pagamento dei tributi sulla fiscalità generale”.
Il presidente Stea ha ringraziato le organizzazioni sindacali ascoltate per il sereno confronto ed il contributo fornito, sottolineando che “la riforma del sistema già illustrata nella competente Commissione, consentirà finalmente una normalizzazione del settore”.










