Lo scorso 20 luglio il Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan il giorno 20 luglio ha decretato il differimento del termine di versamento delle imposte sui redditi al 20 luglio.
Ma perché questa manovra visto che nei fatti non agevola né contribuenti e né commercialisti?
A parlare è il presidente nazionale di Confedercontribuenti.
“Con questo ennesimo provvedimento il Governo non tiene assolutamente conto né della semplificazione e tantomeno delle esigenze delle categorie professionali. Così si mortificano ancora di più le imprese e i commercialisti. Come è possibile fare un decreto lo stesso giorno di scadenza proroga e senza pensare alle imprese che nonostante la crisi, hanno versato al 30 giugno la rata? Essere contribuente puntuale e onesto in Italia si conferma purtroppo una vera beffa perché si è costretti a fare il ravvedimento. Se il contribuente ha rispettato la scadenza del 30 giugno per il pagamento della prima delle 6 rate previste, ora con il nuovo piano di rateizzazione frazionato invece a 5 mesi la rata da lui versata risulterà insufficiente pertanto nonostante sia stato corretto a causa di questo decreto criminale si ritroverà inadempiente. Con tanti problemi che ci sono legati al fisco e alle imprese questo governo alimenta sempre più malcontenti e delusioni legati alla burocrazia che colpisce sempre il contribuente più debole. ” – interviene Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti.
Perché anziché fare questo decreto criminale non ha posto rimedio alla rottamazione delle cartelle?
“Ci sono ancora molti contribuenti che non hanno ricevuto i modelli di rottamazione oltre alle imprese creditrici dello Stato che attendono un decreto sulla compensazione dei crediti per la rottamazione”.











