HomePoliticaIndustriali in assemblea a Taranto, tra lavoro e futuro dell'Ilva

Industriali in assemblea a Taranto, tra lavoro e futuro dell’Ilva

Gli industriali si sono riuniti a Taranto nella loro assemblea generale a cui hanno partecipato, tra gli altri, il presidente nazionale Confindustria Vincenzo Boccia e il presidente di Federacciai Antonio Gozzi e i commissari straordinari dell’Ilva Piero Gnudi e Corrado Carrubba. E, naturalmente non poteva che essere l’Ilva al centro di gran parte del dibattito.

A lanciare la miccia è stato il presidente jonico degli industriali Vincenzo Cesareo, che ha sottolineato come “Ammontano a circa 150 milioni di euro i crediti non riscossi dalle aziende dell’indotto nei confronti del gruppo Ilva. Somme che avrebbero consentito alle imprese di investire in nuovi processi produttivi o in innovazione e di attivare, a cascata, processi virtuosi. Chiediamo quindi, ancora una volta, che siano fornite al più presto delle risposte e delle garanzie ad alcune situazioni in sospeso ma vitali per le circa 100 realtà produttive appartenenti all’indotto del siderurgico”.

“Le nostre aziende a distanza di quattro anni non possono aspettare gli ulteriori consueti e ‘biblici’ tempi di chiusura di un’amministrazione straordinaria di ingenti dimensioni come quella dell’Ilva ma necessitano – ha concluso il presidente di Confindustria Taranto – di interventi ad hoc e a breve che permettano la prosecuzione delle attività imprenditoriali nonostante l’enorme danno subito”.

Ma gli industriali per chi “tifano” nella vicenda-Ilva e sulla sua difficile vendita ai privati? Boccia è chiarissimo sul punto: per nessuno.

“Confindustria per la vendita dell’Ilva non fa il tifo per nessuno: è equidistante dalle diverse cordate. Esprimiamo una aspettativa – ha osservato Boccia – e cioè quella che quanto prima si risolva questa vicenda e si riproponga una grande questione di competitività a partire dall’Ilva e la logica di una attenzione all’industria del paese. È importante che il gruppo si riprenda quanto prima. Come italiani è evidente che preferiremmo un gruppo italiano ma è una variabile, questa, non determinante ai fini della conclusione della vicenda. La strategia – ha puntualizzato – è salvare le imprese prescindendo dalla nazionalità dei capitali”.

Presente alla riunione anche il presidente della Giunta Regionale Michele Emiliano che, nel suo intervento, ha parlato di lavoro e salute. “Sto cercando di affrontare l’emergenza Taranto facendo il mio dovere. Taranto è una città che ha sempre fatto il suo dovere, servendo il suo Paese, molto più di altre città. Su Taranto stiamo lavorando meticolosamente, abbiamo verificato che esistono metodi produttivi che consentirebbero di abbattere quasi a zero l’inquinamento. La nostra relazione sulla decarbonizzazione è stata presentata a Parigi alla conferenza sul clima e poi trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Oggi sto ancora aspettando di incontrare sul tema il Presidente del Consiglio”.

“Attendo e attendiamo ancora – sottolinea Emiliano non senza una punta di polemica – sono convinto che la Confindustria ci darà una mano a discutere con il Governo su questa proposta”.

Ed ancora: “se io non avessi detto questa frase, “fermiamo le macchine se non è garantita la salute dei cittadini e la sicurezza dei lavoratori”, si sarebbe andati  avanti come se niente fosse, facendo finta di nulla. E io questo non posso permetterlo, perché è il mio dovere tutelare i miei concittadini a qualunque costo”.

 

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