Una delle più difficili vertenze sindacali di questi mesi sta arrivando ad un punto di rottura. E forse oggi si è proprio determinata una frattura che al momento pare difficilmente sanabile tra la dirigenza della Natuzzi e i sindacati, sul piede di guerra dopo l’incontro di questo pomeriggio a Taranto.
Una azienda che ha ricevuto sostanziosi interventi del pubblico (Mise e Regione Puglia in primo luogo) per dare vita ad un settore, come quello del mobile imbottito, che da lavoro a migliaia di persone nel comprensorio murgiano, a cavallo tra le provincia di Bari, Taranto e Matera.
“Siamo sconcertati dall’atteggiamento di chiusura dell’azienda, che ha rifiutato anche la possibilità di una cassa integrazione in deroga, offerta dalla Regione Puglia, per poter continuare la trattativa con un pizzico di tranquillità. A questo punto il muro contro muro è nei fatti ed ognuno si assume le proprie responsabilità”. Non nasconde la delusione il segretario generale della Feneal Uil Puglia, Salvatore Bevilacqua, dopo l’incontro di oggi a Taranto in cui si sono rotte le trattative tra la Natuzzi ed i sindacati Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil.
“A questo punto è inevitabile che partano le lettere di licenziamento per i circa 300 lavoratori – spiega il segretario Uil – ma non staremo certamente a guardare. Chiederemo subito alle Regioni interessate, Puglia e Basilicata, e al Ministero, il blocco immediato delle provvidenze destinate alla Natuzzi; così come va considerato disdettato l’accordo raggiunto per il taglio degli stipendi. Tutto faceva parte di un unico pacchetto: visto che l’azienda non intende rispettare gli accordi, ognuno a questo punto si riprende il suo”.
Domattina, mercoledì 12 ottobre, è stata intanto convocata un’assemblea generale dei lavoratori per decidere le forme di lotta da attuare dopo questa nefasta novità. Un pool di avvocati è pronto per affrontare la questione anche sotto il profilo legale.












