Dichiarazioni dei redditi 2014, riferita all’anno 2013. A leggere i dati resi pubblici dal Dipartimento per le Politiche fiscali del ministero dell’Economia, si scopre che i contribuenti più ricchi pugliesi risiedono a Lecce. I salentini superano i “rivali” baresi di 500 euro – 20539 a 20086 – e si ergono a Paperoni pugliesi.
Le città capoluogo. Dopo Lecce e Bari, le città più abbienti risultano essere, nell’ordine, Taranto (18529), Brindisi (17818) e Foggia (17165). Più bassi i redditi dichiarati nelle 3 città principali della Bat, con Trani (15501) che sopravanza Barletta (13756) e Andria (12372).
Gli altri comuni. Fra i comuni non capoluogo emergono, come è facile immaginare, quelli che rientrano negli hinterland dei principali capoluoghi: Valenzano (16848), San Giovanni Rotondo (16726), Cavallino (16694), San Giorgio Ionico (16335) e Sternatia (16036). Bene anche il sud-est barese, con redditi che si attestano intorno ai 15 mila euro da Gioia del Colle a Martina Franca, sino a Ostuni.
I redditi più bassi. Le aree con le dichiarazioni più leggere sono il Tavoliere, l’alto Gargano e l’estrema punta meridionale del Salento. Stornara è il comune con il reddito pro-capite più basso, con 8566 euro all’anno pro-capite dichiarati.
Rispetto ai dati nazionali. Allargando gli orizzonti, si scopre che i redditi pugliesi sono ancora decisamente più bassi rispetto a quelli delle principali città del Nord e Centro Italia. Città come Roma, Milano, Bologna e Torino hanno tutti redditi pro-capite superiori ai 20mila euro.
Per i cittadini pugliesi resta una piccola consolazione: risiedere nella regione meridionale almeno apparentemente “più agiata”. Basta un rapido sguardo alla rielaborazione dei dati pubblicata da La Stampa per avere un’idea della difficile situazione in cui ancora oggi vive il Mezzogiorno d’Italia.











