Possono finanziamenti e donazioni ricevuti nel 2006 tornare indietro come boomerang ad ogni scadenza elettorale? Sì, soprattutto se l’elargitore è un personaggio scomodo. Nel corso di un’intervista con il direttore di Telebari, Dante Mazzitelli, il candidato governatore Michele Emiliano ha espressamente richiesto all’ex segretario nazionale del Partito Democratico Pierluigi Bersani “di restituire i 95 mila euro di finanziamento ricevuti dall’Ilva. Io sono segretario dello stesso partito – incalza Emiliano – certo ho pregato in tutti i modi Bersani di restituire questi soldi e non l’ha ancora fatto”.
Bersani e “quer pasticciaccio brutto” dell’Ilva. Emilio Riva, patron dell’Ilva, all’epoca già condannato per violenza privata e comportamento antisindacale, finanziò con 98 mila euro il futuro Ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani. Finanziamento che, opportunamente dichiarato, non assume di per sé alcuna rilevanza penale.
Altro discorso, invece, sul piano politico, dove all’imbarazzo per la natura del finanziatore – in palese contrasto con la linea di un partito che dovrebbe, in teoria, salvaguardare gli operai – si aggiunse una missiva spedita nel settembre 2010 da Riva a Bersani per spegnere il fuoco acceso dal senatore PD Roberto Della Seta, pronto alla battaglia contro il decreto Salva-Ilva voluto dal Governo Berlusconi.
Benché il senatore democratico abbia ribadito di non aver ricevuto alcuna pressione dai dirigenti del suo partito, l’ombra su quello scambio epistolare resta.










