HomeAmbiente e ScienzeAmbienteEmissioni, l'Europa dichiara guerra alla CO2

Emissioni, l’Europa dichiara guerra alla CO2

Mentre il mondo intero era impegnato ad assistere alla telenovela ellenica e alle convulsioni dell’Unione, le Istituzioni Europee non smettevano di lavorare. Se da una parte ci sono state mille critiche al sistema di standardizzazione europeo che spazia dalla metodologia di produzione del formaggio alla misure delle vongole da pescare, la Commissione Juncker questa volta ha voluto occuparsi di uno dei temi piu’ controversi degli ultimi anni, il sistema ETS, il primo mercato internazionale per lo scambio di quote di emissioni sviluppato dall’Unione europea con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, prodotte e immesse in atmosfera dalle aziende, al minimo costo per imprese e collettività.  Nato nel 2005 l ‘ETS e’ uno strumento economico di politica ambientale che fissa un tetto alle emissioni per le imprese.  Lo si era concepito come un mercato libero ma visto il prezzo molto basso delle quote di CO2 e’ stato piu’ volte al centro di interventi istituzionali.

La Commissione, allo scopo di incoraggiare l’innovazione e accelerare il raggiungimento dell’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 pur garantendo al tempo stesso la competitività delle imprese europee sui mercati internazionali, ha approvato una serie di misure che porteranno fondi aggiuntivi dedicati all’innovazione per ottenere minori emissioni di carbonio e, per la prima volta, ai settori ad alta intensità energetica e alla modernizzazione dei sistemi energetici negli Stati a più basso reddito. L’iniziativa rientra nel contributo europeo alla prossima Conferenza delle Parti dedicata al Clima (COP 2015) che si terra a Parigi il prossimo dicembre.  “Vorrei dire ai nostri partner internazionali in vista della Conferenza sul clima di Parigi – ha sottolineato il commissario all’Ambiente Miguel Arias Canete –che l’UE sta tenendo fede ai suoi impegni: oggi compiamo un passo decisivo per dare una veste normativa all’obiettivo di ridurre di almeno  il 40% le emissioni entro il 2030”.

Si stima infatti che con queste misure la quantità globale di quote diminuirà del 2,2% l’anno, dal 2021. C’e’ da dire che il sistema delle quote non e’  implementato in tutto il mondo e non e’ soprattutto presente nei paesi che producono le quote maggiori di CO2 come Stati Uniti e Cina. Difatti a parte l’ Europa solo l’Australia ha un proprio sistema ETS e paesi come Kazakistan e lo stato della California ne sono gia’ provvisti o hanno in programma di implementarlo. L’iniziativa della Commissione vorrebbe attirare l’ attenzione anche su questa percentuale cosi bassa di Paesi sensibili alle emissioni di CO2. Ogni anno e negli ultimi 20 anni i Paesi aderenti si incontrano  alla Conferenza per il Clima in diverse parti del mondo, un evento importante per analizzare i progressi ottenuti nel limitare i cambiamenti climatici e le azioni future ma che negli ultimi anni ha portato pochissimi risultati e molte delusioni a causa della mancanza di un accordo politico internazionale contro il cambiamento climatico. Gli Stati membri piu’ importanti e piu’ inquinanti si presentano all’ appuntamento con programmi poco convincenti e si spera che il grande sforzo europeo, le cui emissioni di CO2 corrispondono solo al 13% delle emissioni globali, possa dare un esempio ai grandi leader della Terra che ogni anno posticipano le decisioni in materia.

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