Avete mai sentito parlare di signoraggio bancario? Se spulciate la rete troverete tantissime nozioni, teorie, anche complottistiche, con cui praticamente si denuncia la pratica che permette alle Banche Centrali di battere conio adducendo tale creazione di moneta come costo, e non come creazione di valore.
E in secondo luogo, di iscrivere al bilancio il costo della produzione per valore estrinseco (nominale, cifra espressa sulla carta moneta. Esempio: costo 10,00 € per una moneta di eguale valore) e non per il valore intrinseco (reale, ovvero legato ai materiali utilizzati per la produzione della banconota. Esempio: Una banconota da 10,00 € vale in produzione meno di 1,00 €).
Ma questo ragionamento funziona per l’emissione di carta moneta, oggi appannaggio della BCE. Mentre alle Banche Centrali Nazionali è demandato il compito di coniare monete metalliche. Così con una mozione giacente alla Camera, si scopre che tra produzione, stoccaggio e trasporto, una monetina da 1 centesimo costi 4,5 cent. Una monetina da 2 centesimi costa 5,2 cent., e per una monetina da 5 centesimi se ne spendono 5,7 di centesimi.
Può sembrare assurdo, tant’è che già nel 2014 il Governo Renzi s’interrogava sulla possibilità di sospendere la produzione dei “bottoni” da 1 e 2 centesimi, favorendo i pagamenti con moneta digitale. Una politica però non salutare per via dei resti e degli arrotondamenti. Quanti esercenti farebbero sparire il prezzo di € 1,99 a favore di € 2,00? (Con i cambi siamo già stati pesantemente penalizzati, non serve altro.)
La zecca statale ha speso 362 milioni di euro per un controvalore di 174 milioni di euro immessi nel sistema. Inoltre il 70% delle monetine non finiscono in circolazione, ma bivaccano nei salvadanai degli italiani.
Comunque sia la storia del materiale di produzione superiore al valore impresso sulla moneta, non è finita con l’epoca del Gold standard, cioè quando il danaro era fatto d’oro.
Nel 2011 il noto manager di un hedge fung Kyle Bass, presentò alla Federal Reserve una domanda d’acquisto di 1 milione di dollari in nichelini. Quando i funzionari chiesero all’insano investitore il perché del folle gesto, costui sornione rispose: “Le monete da 5 centesimi sono fatte di nichel, ed ognuna ha un valore di 6,8 centesimi.” Bell’affare, no?











