Soltanto 8 mesi di vita per la legge che istituiva in Puglia il Fascicolo del fabbricato. Pubblicata nel bollettino ufficiale regionale n.66 del 26 maggio 2014, la legge 27/2014 la Regione voleva perseguire una politica mirata alla conoscenza dello stato conservativo del patrimonio edilizio “a salvaguardia della sicurezza e della qualità delle strutture, nonché del buon governo del territorio”. Così si esprimevano pomposi i commenti dell’epoca, quando tutti si dissero orgogliosi di questo nuovo e strategico istituto.
Ma quando una legge, nonostante gli sforzi dei Consiglieri regionale, è palesemente scritta male, in difformità dal codice civile, e quindi derogando ad una disciplina riservata allo Stato, non può che fare la fine che ha fatto oggi, abrogata in fretta e furia, all’unanimità, dal Consiglio regionale dopo l’impugnativa (che sarebbe stata sicuramente vincente) del Governo per violazione della Costituzione.
Con voto unanime il Consiglio regionale ha abrogato la legge istitutiva del “Fascicolo del fabbricato”, approvata solo nel maggio dello scorso anno. Si è ritenuto opportuno procedere all’abrogazione per evitare la declaratoria di incostituzionalità da parte della Corte Costituzionale a seguito dei rilievi del Governo nazionale relativi ai vizi di legittimità che la legge presentava. Uno degli aspetti critici sollevati riguarda la definizione di “proprietario” citata nella norma regionale, contrastante con quella dettata dalla legislazione statale e con il regime della proprietà, violando sia la competenza legislativa statale esclusiva nella materia dell’ordinamento civile, sia la competenza statale concorrente, risultando anche in contrasto con i principi fondamentali della legislazione statale in materia di governo del territorio.










