HomeMondo SportCalcioFc Bari, caso Primavera, Paparesta difende i suoi ma chi ha ragione?

Fc Bari, caso Primavera, Paparesta difende i suoi ma chi ha ragione?

Continua a far discutere il caso di Bari-Latina dei ragazzi primavera. Nell’incontro di sabato scorso i ragazzi biancorossi di Corrado Urbano avevano battuto i laziali di Marco Ghirotto per 2-1 salvo poi mutare il risultato in uno 0-3 a tavolino da parte del giudice sportivo. L’arbitro Di Gioia di Nola, infatti, nel suo referto ha specificato di aver dovuto allontanare dal campo di gioco, al 36′ del secondo tempo, i dieci raccattapalle presenti perché rei di aver riconsegnato, diverse volte, tardivamente il pallone ai calciatori.

Non sembra essere questa la versione corretta dei fatti per il presidente del Bari Gianluca Paparesta: “Ero allo stadio – racconta – e abbiamo messo sul sito le immagini di quanto accaduto. Lo 0-3 è incredibile. Tra l’altro, non c’è l’obbligo di avere i raccattapalle e noi li mettiamo per agevolare il recupero del pallone visto che c’è anche la pista di atletica”. Le argomentazioni della società pugliese, nel loro comunicato ufficiale, vertono su due osservazioni in particolare. La prima avviene al 36′ quando dietro la porta barese un raccattapalle non riesce a intercettare il pallone lanciato dall’amico causando l’ingresso in campo dello stesso ma con l’azione del Latina ben distante dal secondo pallone. Due minuti dopo, tra le due panchine, un altro raccattapalle restituisce la sfera al Latina in modo un po’ maldestro. In quel momento l’arbitro caccia tutti: “Non c’era malizia, – continua Paparesta – la sconfitta a tavolino crea un precedente pericoloso. Se è stato perso tempo, l’arbitro con i 5 minuti di extra time l’ha recuperato. Faremo ricorso, il danno d’immagine è enorme”.

Ghirotto però, dal canto suo, difende l’operato dell’arbitro: “Ha scritto la verità, tutti i raccattapalle si comportavano allo stesso modo, viene il sospetto che ci fosse una regia”. Ma a quanto pare le immagini della partita darebbero ragione sia a Paparesta sia a Ghirotto. Da una parte i raccattapalle svolgono il loro compito senza eccessiva solerzia, tanto da causare le lamentele dei giocatori del Latina, ma è difficile capire se si sia trattato di ritardi studiati o il comportamento svagato di ragazzini di 11 anni. Se venisse accertato il volontario comportamento dei raccattapalle, la decisione presa sarebbe sacrosanta. In caso contrario, come ha detto Paparesta, la cosa creerebbe un grave precedente. Il guaio è che ormai, nel calcio, sono troppi i comportamenti antisportivi e amplificati e arbitri e, spesso, l’opinione pubblica non riesce più a comprendere dove finisca “la finta” e dove inizi “la realtà”. Così la speranza è che questo tipo di punizioni possano essere da monito per occasioni future.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img