HomePoliticaForza Italia: “Ma quale Patto per la Puglia?”

Forza Italia: “Ma quale Patto per la Puglia?”

Sul Patto per il Sud e sulle motivazioni che, fino ad ora, hanno portato Michele Emiliano a non sottoscrivere il patto che, in pompa magna e con tanto di inaugurazione, sorrisi e strette di mano, Matteo Renzi sta portando in giro per il Mezzogiorno in quella che tutti gli analisti hanno già definito la più lunga campagna referendaria della storia della Repubblica, Michele Emiliano trova una sponda, forse inaspettata nel gruppo di Forza Italia alla Regione Puglia.

“Il quasi totale accerchiamento del mondo politico pugliese al presidente Michele Emiliano, (che merita critiche per molte altre ragioni!) per indurlo a firmare in tutta fretta il Patto per la Puglia propinatogli da Renzi sotto forma di “polpetta avvelenata”, ci lascia francamente stupiti. Stupisce che illustri politici, in passato accaniti fustigatori dei saccheggi governativi ai danni del Sud, si spendano oggi in maniera così energica per convincere il Governatore ad accettare l’amara minestra così com’è, pena il digiuno e l’astinenza per la Puglia ed i Pugliesi”.

“Da costoro – sottolineano i consiglieri forzisti di via Capruzzi – ci aspettavamo, al contrario, un pressing deciso sul premier perché si addivenisse ad un confronto serio e tempestivo tra gli uffici governativi e quelli regionali (visto che non è ancora possibile far incontrare i due presidenti!) per poter chiarire dubbi più che legittimi. Si tratta di comprendere, per esempio, in che modo e con quali criteri, una parte delle risorse destinate dal Fondo di Sviluppo e Coesione alle regioni del Mezzogiorno sia stata utilizzata in prededuzione e conseguentemente sottratta alla disponibilità delle stesse regioni. E soprattutto di capire, a fronte del secco colpo di scure inferto alla Puglia sin dal 2014, come la Regione possa ora far fronte ad impegni giuridicamente vincolanti (da onorare dunque con i nostri soldi!) già assunti in favore di progetti vitali per il nostro territorio e le nostre comunità. Peraltro, non possiamo dimenticare che quelle risorse sottratte al sud sono poi servite a Renzi per imbastire varie misure di improbabile utilità economica ma di sicura natura propagandistica – elettorale”.

“E poi facciamola finita con questa litania di un Patto per il Sud che nasce per il Mezzogiorno e finisce infine per sciogliersi, progressivamente e scandalosamente, in mille rivoli con altre destinazioni. Abbiamo assistito alla tournèe spettacolare della firma in ogni regione, quando sarebbe stato più opportuno un vertice a Roma con tutti i Governatori, per sottoscrivere solennemente un programma organico ed unitario di interventi infrastrutturali per il meridione”.

“Diciamolo pure allora: l’ultimo, unico, autentico Piano per il Sud, rimane quello promosso da Raffaele Fitto, ministro per le Regioni, e da Giulio Tremonti, nel 2010.  Non conteneva prebende variabili da spartire tra le regioni, ma un programma operativo e solidale per sostenere e rilanciare l’intero Mezzogiorno, riducendo lo scandaloso divario con il settentrione. Un Patto per il Sud, per intenderci, sottoscritto anche dal Nord!”.

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Redazione
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