“La gente ama sentirsi folla, io ti auguro di essere uomo” o, ancora, “Perdonare è facile, piu’ difficile è dimenticare perché questo non ci appartiene”. Pillole di saggezza che danno il senso di quanto contenuto in “Del nostro meglio – Lettera a un figlio” (Radici future edizioni), ultima fatica letteraria del consigliere regionale e consigliere comunale a Taranto Gianni Liviano, solide esperienze nel sociale e in politica.
Centosessanta pagine da leggere tutte d’un fiato nelle quali verbi come amare e educare si intrecciano fino a diventare un tutt’uno. “L’amore – ha spiegato lo stesso autore nel corso della presentazione del suo libro, avvenuta in due tempi: martedì scorso al Salone di rappresentanza della Provincia di Taranto; venerdì 10 nella sede dell’associazione Le città che vogliamo – non può essere chiuso all’interno di se stessi, non è mai esperienza intimistica e individualista”. Al contrario perché, ha aggiunto Liviano, quando l’amore è vero “apre le porte del cuore e di casa, fa risvegliare le passioni, fa vedere i volti, fa ascoltare con attenzione le voci e mette in relazione le persone”.
A confrontarsi con l’autore sono stati, martedì sera, l’avvocato Cesare Paradiso, don Antonio Panico, vicario episcopale per le Problematiche sociali e la salvaguardia del Creato, il prof. Fabio Mancini, docente e pedagogo; venerdì sera, invece, è toccato a don Luigi Pellegrino, Giovanni Guarino, operatore culturale, e Massimo Calò, vicepresidente dell’associazione Le città che vogliamo.











