Probabilmente vent’anni fa nessuno lo avrebbe detto, ma oggi nell’era digitale, il destino dei lavoratori moderni è di stare seduti alla scrivania con gli occhi incollati allo schermo per giornate intere, spesso senza pausa.
Con conseguenze negative con cui in tanti ormai abbiamo una certa familiarità che non sono solo correlate alla visione, ma anche disturbi neurologici quali mal di testa cronici o problemi muscolo-scheletrici, come mal di collo e schiena.
Secondo quanto rilevato dai maggiori organi di ricerca e di controllo medico, fino a 70 milioni di persone soffrono, o sono a rischio di sviluppare quella che viene definita “Computer Vision Syndrome“.
A rischio sarebbero, secondo i ricercatori, commercialisti, architetti, banchieri, ingegneri, controllori di volo, grafici, giornalisti, accademici, segretari, operatori di call center e studenti. Senza contare i milioni di bambini e adolescenti che trascorrono molte ore al giorno giocando al computer.
Meccanismo alla base e causa scatenante della sindrome, sarebbero le caratteristiche stesse delle lettere che vediamo sullo schermo che a differenza di quelle stampate, essendo composte da pixel hanno contorni sfumati, che l’occhio fatica di più a mettere a fuoco. Riducendo la frequenza con cui si sbattono le palpebre che si traduce in altrettanti fastidi associati alla secchezza oculare.
Ma il disturbo più comune è comunque quello che coinvolge gli occhi: visione offuscata o doppia, ma anche bruciore, prurito, secchezza e arrossamento, ognuno dei quali può interferire con le prestazioni di lavoro.











