Per chi vi scrive la chiusura di un esercizio commerciale a seguito di un “incidente” non imputabile a carenze di struttura, è ideologicamente sbagliata. Il Prefetto ha fatto leva su un provvedimento che presta la possibilità di sigillo (120 giorni nel caso specifico) per tumulti popolari ed eventi giustificati.
Il Cocoricò negli anni sicuramente non è stato scevro da eventi o polemiche, spesso disdicevoli. Ma è da considerarsi anche l’attenzione e la notorietà che il più famoso e antico club italiano del divertimento porta con sé. Ciò che è successo quella sera, accade tutte le sere, in tutte le sedi, in tutto il Paese. Si fa finta di nulla fin quando non scappa il morto, come adesso. E lesto il Ministro Alfano richiama il pugno di ferro.
E’ lecito domandarsi però, il trip confusionale in cui verte il governo. Tenue con l’onda anomala dell’immigrazione, tergiversante su un disegno di legge per legalizzare le droghe leggere e poi inflessibile su di una discoteca.
Per punire una condotta, moralmente e legalmente sbagliata, non si può punire un locale. Anzitutto sarebbe opportuno ad esempio che taluni locali fossero vietati ai minorenni e poi andrebbero dispiegate le forze dell’ordine con a seguito cani antidroga per una deterrenza preventiva. Individuare tasse ad hoc per gli esercenti, che poi magari scaricheranno sul biglietto d’ingresso, per non far gravare tutto ciò, alla già smunta da balzelli, comunità.
Detto questo, all’ombra, ci sono 200 addetti che rischiano il posto di lavoro, l’indotto alberghiero, di ristorazione e di marketing in sofferenza e 2 milioni di euro di fatturato in fumo, senza considerare, il mancato ritorno degli ingaggi già retribuiti e delle spese sostenute per effettuare la stagione. Se il ricorso al TAR non dovesse dare i suoi frutti ed alla proprietà verrà confermata l’impossibilità di proseguire l’attività, con molta probabilità non resterà che il fallimento.
Se avessimo adottato la stessa severità miope ad altri tragici eventi, avremmo visto chiuse tratte autostradali per incidenti, Bar col lucchetto perché qualcuno s’è drogato all’interno, periferie e centri storici di molte città sgomberate, dato il pullulare dello spaccio.
Twitter @andrewlorusso











