Salviamo Bari dillo con una foto.
Ha solo una settimana ma conta già 1600 iscritti. È la pagina Facebook figlia di Michele Antuofermo, titolare di una nota farmacia del centro cittadino, appassinato amore della sua città. Un po’ professionista, un po’ principe di Murat.
Come nasce “SalviamoBari dillo con una foto”, gruppo aperto che in pochi giorni dalla sua nascita ha riscosso così tanto interesse?
Beh nasce dalla volontà di ordinare i tanti post dei cittadini baresi preoccupati per la loro città, sempre più sparsi qua e là tra pagine private ei gruppi dedicati ai temi più disparati.
Dozzine di richieste di iscrizione all’ora. Come spiega tanto successo?
In realtà non me l’aspettavo. Ma so quanto i baresi amano questa città. Lo spiega il nostro lungomare, le panchine affollate, la passione per la squadra biancorossa. E poi credo piaciuto il fatto di invitare a postare delle foto; le immagini non sono parole al vento, sono fatti, documenti.
È lei che gestisce la pagina, con quale criterio?
Dell’educazione e del rispetto. Il gruppo ha delle regole a tale riguardo. È un occasione di crescita propositiva, è vietato fare critiche gratuite, insultare; sono tutti invitati ad essere educati e soprattutto propositivi.
Non potrebbe diventare l’embrione di innumerevoli polemiche?
La pagine nasce con lo’intento opposto. È assolutamente apolitica e poi i nostri cittadini riescono ad immortalare tristi realtà in chiave spesso ironica e divertente. Ci sono foto incredibili, paradossali: il tavolino di legno tra gli sgabelli di cento di piazzetta dei Papi. Giustamente, che senso avranno quattro sgabelli piantati nel cemento intorno a un tavolo che non c’è? O la bara vicino i cassonetti. Bari non può essere alla frutta, i suoi cittadini sono belli e vivi più che mai. Anche i sondaggi, ci permettono di intuire come viene percepita la città, di capire con quali occhi la osservano i cittadini.
Uno strumento anche per chi governa Bari?
Magari una nuova chiave di lettura. Chi è ai posti di comando, chiaramente, non riesce a vedere tutto con gli occhi di tutti. Il futuro di Bari non può finire nella rete delle banalità.
Salviamo Bari, salviamola davvero. Mi auguro che anche un’idea piccola come questa possa aumentare il senso civico e ridurre la disaffezione all propria terra











