La bufera che si abbatte sul brand HTC non accenna ad attenuarsi dimostrandosi la crisi più pesante di sempre per l’azienda taiwanese che registra un calo tragico delle vendite che si sono ridotte di circa il 64% rispetto al 2015 con conseguente riduzione drammatica dei profitti del 78%.
Malgrado la “crisi nera” HTC riporta 460 milioni di dollari in ricavi nell’ultimo trimestre: anche in questo caso l’anno scorso le vendite avevano generato ricavi per 1,29 miliardi di dollari. La crisi conseguentemente si abbatte anche sui profitti che un anno fa ammontavano a 250 milioni di dollari, e che ora raggiungono appena i 60 milioni.
I due prodotti più recenti della casa taiwanese, lo smartphone HTC 10 ed il visore per la realtà virtuale HTC Vive, essendo stati rilasciati da poco, non rientrano in questo conteggio statistico: proprio per questo il CEO di HTC, Cher Wang era fiducioso che la sua società potesse far fronte a questa situazione ed a rialzarsi.
Purtroppo alle brutte notizie non c’è fine infatti i preordini di HTC 10, la nuova punta di diamante dell’azienda di Taiwan, partono malissimo in Cina, totalizzando solo 251 preordini da utenti cinesi a 11 giorni dall’apertura delle prenotazioni online.
Secondo quanto riportato dalle testate specializzate locali la motivazione di questo disastro commerciale risiede nella decisione di HTC di lanciare sul mercato cinese una versione “low cost” del suo HTC 10, questa scelta dettata da scelte di marketing avrebbe deluso gli utenti cinesi convincendoli a snobbare il dispositivo, nonostante il prezzo fosse notevolmente inferiore.
Questo in aggiunta ai continui rinvii del nuovo dispositivo indossabile non fanno che peggiorare la già delicata situazione.
Solo il tempo e il mercato ci dirà quale sarà il futuro di HTC…












