Il pianeta Terra è sull’orlo del collasso. Non tutto è perduto. Ma dobbiamo sbrigarci. Ecco, in sintesi, il Mario Tozzi pensiero al cospetto di molteplici emergenze ambientali che, ormai da tempo, preoccupano, e non poco, istituzioni, scienziati, semplici cittadini.
Il noto geologo e divulgatore scientifico nel suo libro “Prove tecniche di estinzione”, pubblicato dal Touring Club Italiano, dopo aver prospettato i principali rischi che corre l’intero pianeta, propone preziose istruzioni per salvare il salvabile. Gli interessi predatori di pochi prevalgono spesso sul benessere collettivo e stanno contribuendo a distruggere l’ecosistema. C’è anche chi nega il cambiamento climatico, chi minimizza i disastri ambientali o li riconduce al volere divino, chi se la prende con le auto elettriche e chi con la carne coltivata. Ma, secondo Tozzi, è ancora possibile scrivere una storia diversa, cambiare il corso degli eventi facendo scelte responsabili.
Dagli incendi nella foresta amazzonica alla plastica nei mari, dagli sciami di zanzare ai branchi di lupi, Tozzi sprona tutti a ripensare il proprio posto tra i viventi, abbandonando la presunzione che collocherebbe l’uomo in cima a un’immaginaria gerarchia delle specie. E a fare pace con il territorio che si abita.
La resa, secondo Tozzi, non è un’opzione, ci sono, infatti, soluzioni concrete che vanno attuate subito, come l’espansione delle aree protette, la conversione alle rinnovabili e una transizione energetica pagata dalle lobby dei combustibili fossili, non dai cittadini. Un invito a rompere con un passato di arroganza e incuria, scegliere un domani diverso e rinnovare il patto con l’ambiente.




















