Il Lecce compie il suo dovere, batte il Pescara fanalino di coda, non senza problemi, porta a casa i tre punti e si rimette in carreggiata.
Ora dopo una domenica di sosta il calendario potrebbe consentire ai giallorossi di accedere a punti pesanti.
Buona la prestazione degli attaccanti Stepinski e Coda, supportati da Mancosu, che guidano l’attacco e sanno sfruttare le occasioni create. Un po’ impreciso il Pescara che, comunque, per quanto dimostrato sul terreno di gioco, non merita l’ultima posizione.
Di Maistro il gol ospite che sul 2-0 aveva illuso i biancoazzurri. Fiorillo si mette in mostra disputano una signora gara e dimostrando ancora una volta di essere uno tra i migliori portieri della categoria.
Il match vede di fronte due allenatori che negli anni passati al Via del Mare hanno lasciato il segno. Da una parte Oddo, già campione del mondo nel 2006, che ha militato con la maglia giallorossa nel 2010-2011; dall’altra Lanna, autore di un memorabile gol dalla traiettoria beffarda che ha battuto Amelia. Il sottoscritto, posizionato nella curva alle spalle del portiere, ricorda perfettamente quella marcatura, così come la ricordano tutti gli spettatori presenti in quella soleggiata giornata.
I ritmi sono blandi anche se le due squadre provano a studiarsi. Al sesto arriva la prima grande occasione. Stepinski serve a Coda un bell’assist che il 9 leccese spreca anche se, c’è da sottolinearlo, è bravo Fiorillo a deviare di piede.
Il Pescara comunque non sembra l’ultima della classe. All’11 abruzzese mancherà esperienza, ma ha tanta voglia di correre, ha carattere e personalità.
Il Lecce, dal canto suo, riesce subito a capitalizzare gli sforzi. Stepinski trova il tapin vincente dopo un batti e ribatti in area.
Dopo il gol, il Lecce ha il merito di prendersi la scena. Produce gioco, costruire e pressa. Ma non riesce a concludere il tempo con il secondo gol. Tra il 39esimo e il 45esimo di occasioni ne ha. La più limpida con Coda che a tu per tu con Fiorillo calcia a lato.
Inoltre avrebbe diritto ad un rigore. L’arbitro preferisce non sanzionare il fallo di mano su tiro di Mancosu a botta sicura. Il tempo si chiude così.
Il secondo tempo sembra spaventare il Lecce con Cetar che parte a testa bassa e vuole sfondare la difesa leccese con un’azione alla Bulldozer. Fortuna per il Lecce che quello che è successo col Cosenza qui non si ripete. Infatti il gol della relativa tranquillità arriva con Coda che al 50′ si intrufola alla grande nella difesa pescarese. Geniale l’assist di Mancosu che sta ritornando a ritmi da Serie A.
Il Pescara, però, è tutt’altro che morto. Accorcia al 67′ con Maistro, autore di un bel tiro dalla distanza che trova la porta e paralizza Gabriel. E nonostante il gol non si ferma. Grazie all’ingresso di Vokic l’attacco abruzzese diventa più vivo che mai. Nel giro di due minuti il croato spaventa Gabriel che risponde sempre presente.
Al 75esimo, però, interviene Stepinski per mettere la parola fine ad un match ancora in bilico. Sfrutta un errore di Fernandes, l’unico nel match, e parte in contropiede. Fiorillo non può fare niente se non prendere il pallone da in fondo al sacco. Non succede null’altro fino al 90esimo, minuto nel quale il solito Maistro impegna la difesa leccese che ben si difende in angolo.
I tre punti arrivano in un momento delicato e sono oro colato per il Lecce che, però, non deve fare l’errore di esagerare con l’entusiasmo. Il Pescara è una squadra in difficoltà che andava battuta e il Lecce ha avuto la forza e la grinta per raggiungere l’obiettivo. Ma restare con i piedi per terra deve essere l’imperativo per questa squadra che deve affrontare un campionato davvero impegnativo.




















