Il Lecce spreca tanto, troppo, il Cosenza fa la sua parte e, grazie anche a un grande Falcone, portiere para-rigori, riesce a ottenere un punto dopo questo posticipo della quinta giornata. E’ il match delle occasioni sprecate, dei regali. Insomma non una partita da mostrare ai piccoli allievi delle scuole calcio. Succede di tutto, ma la cosa principale è che il Lecce butta al vento una buona occasione per vincere, ottenere i tre punti e fare un bel balzo in classifica.

La partita inizia con un’ora di ritardo per il caso covid che ha coinvolto la squadra del Lecce. Ieri due tesserati erano risultati positivi, poi negativizzati questa mattina. Il rinvio chiesto dal presidente Sticchi Damiani per completare le operazioni previste dal protocollo viene accettato dalla Lega e il match può partire regolarmente.

Il Lecce prova a partire forte, ma le azioni d’attacco sono confusionarie tanto che nei primi tre minuti scattano due fuorigioco. Tachtsidis al quinto rischia grosso lasciando una palla nei piedi dei giocatori del Cosenza salvo poi andarsela a riprendere a rischio, per la seconda volta, calcio di rigore.

Le premesse, dunque, non sono buonissime. Se si pensa che all’ottavo il Cosenza potrebbe passare, il quadro è completo. Dermaku si fa superare di testa da un lancio proveniente da centrocampo e Gabriel è chiamato agli straordinari per fermare gli attaccanti cosentini. Contestualmente, il difensore albanese è costretto ad abbandonare il campo per infortunio. Siamo solo all’ottavo minuto.

In questi primi minuti Stepinski prova a muoversi e lo fa meglio del collega Coda che, per smentire le nostre impressioni al 12′ porta in vantaggio i suoi. Prima prova a servire il polacco, poi sulla respinta di Legittimo si avventa e scarica la palla in gol. Secondo gol consecutivo dopo quello con la Cremonese. Il Cosenza non ci sta e prova a reagire. Già due minuti dopo serve un super Gabriel per opporsi a Sciaudone.

Il Cosenza, ovviamente, prova a scoprirsi e il Lecce ha spazio. Lo sfrutta grazie a Paganini e Henderson e le loro ripartenze. Il primo si fa atterrare in area di rigore e ottiene il penalty. Coda lo spreca calciandolo centrale e senza peso addosso a Falcone che, comunque, ha il merito di rimanere lì ad aspettare il tiro. Il periodo delle grandi occasioni sprecate regala al Lecce un’altra chance, letteralmente buttata al vento da Stepinski. L’attaccante polacco, infatti, calcia da buonissima posizione, se possibile meglio di un rigore, a lato. Il nervosismo per non aver chiuso la partita si fa sentire e Corini e Rossettini si fanno espellere per proteste. Finisce così un primo tempo in cui succede di tutto.

Se pensate però che il primo tempo sia stato paradossale non avete assistito al secondo. Il Lecce ha da subito un altro passo. Aggredisce, pressa e si propone. Coda ha subito una chance ma calcia di poco alto. Al 57′, però, il Cosenza realizza la rimonta. Baez fa partire l’azione sulla fascia destra, Bittante calcia in porta e Gliozzi sfrutta la respinta di Gabriel e segna a porta vuota. Il Lecce ovviamente è incredulo. Non merita affatto il pareggio, anzi meriterebbe un vantaggio rotondo.

Il calcio, però, non finisce di insegnare. E il Cosenza, paradossalmente, ha anche le occasioni per ribaltare il punteggio. Ed è lei a sprecarle. Prima con Gliozzi stesso e poi con Baez, ma successivamente anche con Bahlouli nuovo entrato. Il Lecce prova a reagire e si fa vedere intorno al 68′ con un batti e ribatti in area cosentina. Fermati Coda, Henderson, Mancosu e tutti i tentativi dei salentini. Dopo due minuti Coda spreca l’ennesima invenzione di Paganini, migliore in campo insieme a Henderson e Gabriel. Ma quello che butta letteralmente al vento Mancosu otto minuti dopo è clamoroso. Non so cosa avrà pensato Corini, ma niente lascia presagire frasi gentili.

Il finale è, ancora, al cardiopalma. Prima Baez, libero sotto porta, non trova la deviazione vincente; poi Pettinari fa partire un’azione che conclude lui stesso trovando il solito muro chiamato Falcone, migliore in campo dei suoi insieme a Gliozzi; infine Petrucci, anche lui neo entrato, scaglia un bolide da più di trenta metri che solo l’intervento di Gabriel impedisce che diventi la beffa della giornata. Sarebbe stato il gol vittoria all’ultimo secondo. Forse per oggi sarebbe stato davvero troppo.

 

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Marco De Matteis
Giornalista pubblicista, scrive per PugliaIn dal 2018 e L'Edicola dal 2024. Laureato in Scienze della Comunicazione, ama tutto ciò che ha a che fare con l’estate. Gestisce una libreria nel cuore del Salento. Ama leggere e scrivere, e cura una piccola rubrica di recensioni on line, oltre che una rassegna letteraria "Libri in Terrazza". Gioca a tennis da quando aveva 7 anni, ed ora si è convertito giocando anche a Padel. Nel novembre 2020, per Editrice Salentina, pubblica "Il piano inclinato, #raccontidellaquarantena", il suo primo libro; nel luglio 2022, per Las Vegas Edizioni, esce "Ti ho trovato fra le pagine", di cui è uno degli autori; nel 2023 pubblica, per Capponi Editore, "Quattro anni in fumo".