Sbagliando s’impara. Tanto nella vita quanto nel lavoro. Un proverbio sempre valido, tanto più oggi in cui tutti conducono un’esistenza frenetica. Peraltro, qualcosa di profondamente umano è presente nell’errore, da considerarsi un cambio di direzione che nasce quando l’intenzione si scontra con l’imprevisto, quando il piano perfetto devia, scivolando fuori traiettoria.
Alberto Varriale, partner di Newton S.p.A., in cui si occupa di formazione manageriale, con un focus particolare sui temi della leadership, della comunicazione e della negoziazione, con il libro “Il potere degli errori”, pubblicato da Il Sole 24 Ore, quotidiano per cui, da diversi anni, cura la rubrica “Sbagliando si impara”, propone una guida essenziale per stimolare l’apprendimento, potenziare le competenze dei manager del futuro e costruire una leadership solida. A partire proprio dagli inciampi. Per trasformare ogni passo falso in un’occasione di crescita.
Infatti, in base a quanto emerge dalla lettura del volume, è proprio quando si commette un errore, proprio in quel momento di sbandamento, che accade qualcosa di straordinario: l’errore spinge a muoversi, a cercare nuove rotte, a rivedere il senso del cammino di ciascuno.
Infatti, se si comprende che la direzione giusta non è quella che si credeva, proprio grazie a quella deviazione si scoprono paesaggi che non si sarebbero mai immaginati. L’errore costringe ad errare, nel senso più nobile del termine. Porta ciascuno a vagare, a sondare i confini delle convinzioni. Non è un fallimento, ma un invito. Un invito a perdersi per ritrovarsi, a smarrire l’equilibrio per imparare a danzare con l’incertezza.
Ogni errore racchiude in sé un seme di miglioramento, una lezione che non solo invita a riflettere sul comportamento, ma guida verso pratiche e decisioni più consapevoli.




















