HomePoliticaBariImmobili comunali: la lettera ad Antonio Decaro

Immobili comunali: la lettera ad Antonio Decaro

Il settecentesco Palazzo della Missione, il murattiano Palazzo Bixio e l’ex Caserma Picca potrebbero passare al Comune. E’ la proposta della Fondazione Tatarella, che, con una lettera al Sindaco, ha chiesto di aprire una trattativa con lo Stato. Tutti e tre gli immobili sono abbastanza grandi e in buone condizioni, ma allo stato sono utilizzati solo in minima parte da uffici che potrebbero essere ospitati altrove o accorpati in un solo immobile. Il Palazzo Bixio, in pieno centro murattiano, era sede del Circolo Ufficiali, il Palazzo della Missione, di fronte a Piazza Massari, era sede del Tribunale Militare e la ex Caserma Picca, a Madonnella, ospitava il Distretto militare.

Viste le attuali sottoutilizzazioni degli immobili, e considerando i tanti progetti che potrebbero essere realizzati in spazi di ampia metratura e dal grande pregio, sia il Comune che lo Stato li potrebbero utilizzare meglio, destinandoli a diversi usi, dalla sede dell’Accademia di Belle Arti, ove gli spazi si dimostrassero sufficienti, alla sede degli uffici del Provveditorato alle Opere Pubbliche, invece di continuare nella contestata costruzione di un nuovo complesso in area portuale vincolata; da una nuova sede per il Museo Civico, ristretto in luoghi angusti, a un istituendo museo della radio, programmato da molti anni e mai realizzato; dalla sede del TAR a nuove sedi di uffici comunali, risparmiando molte centinaia di migliaia di euro per la locazione di immobili privati destinati a pubblici uffici.

Di seguito la lettera inviata dalla Fondazione al Sindaco Antonio Decaro.

“Come Le è noto, nel raggio di un centinaio di metri dal Palazzo di Città, sorgono tre grandi unità immobiliari di proprietà dello Stato, il Palazzo Bixio in pieno centro murattiano, il Palazzo della Missione nei prezzi di piazza Massari e l’ex Caserma Picca a Madonnella. Il primo, un tempo sede del Circolo Ufficiali, ospita solo alcuni uffici per gli immigrati, il secondo, già sede del Tribunale militare, solo archivi, sedi di associazioni d’arma e alcuni alloggi privati, il terzo poche residuali funzioni e uffici militari. Tutti e tre ancora in buono stato e certamente sotto utilizzati rispetto alle loro rilevanti dimensioni. Nel contempo, sia lo Stato che il Comune, spendono annualmente centinaia di migliaia di euro per la locazione di immobili di proprietà privata, destinati ad uffici pubblici. Di recente il Comune ha perfezionato con grande enfasi una permuta immobiliare con lo Stato, che, francamente, non ci è parsa particolarmente vantaggiosa. Forse, si poteva fare di più e meglio.

Ad ogni modo, è cosa fatta. Si potrebbe ora riaprire una trattativa per ottenere, a condizioni meno onerose, questi tre grandi immobili di pregio. Le opportunità di utilizzazione sono tante. Ci limitiamo ad elencare quelle, allo stato, più urgenti: Accademia di Belle Arti (ove gli spazi siano sufficienti), Provveditorato Opere Pubbliche (invece di continuare a realizzare in area vincolata la nuova costruzione al porto), Sedi museali (per il Museo Civico o per il Museo della Radio e di Marconi o per altro ancora), Sedi giudiziarie (Tar),Uffici comunali. Augurandoci che Lei voglia prendere in seria considerazione questa modesta  proposta, chiediamo di poterla meglio illustrare ove ce ne sia data l’occasione.”

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Redazione
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