TARANTO (ITALPRESS) – Operazione dei Carabinieri contro il Caporalato tra Taranto e Matera. Sei persone sono finite agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine riguardante un presunto sistema di intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera nel settore agricolo. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Taranto su richiesta della locale Procura. Complessivamente sono 19 le persone indagate, tra datori di lavoro, intermediari e soggetti che, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbero svolto il ruolo di cosiddetti “caporali”, ciascuno con differenti posizioni e responsabilità che saranno essere accertate nel prosieguo del procedimento. L’indagine, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando provinciale di Taranto in collaborazione con i militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Taranto, ha preso avvio nel luglio del 2023, quando, nel corso di alcuni controlli nel territorio di Ginosa, è stata rilevata la presenza di numerosi lavoratori, in larga parte stranieri, che si concentravano in specifici punti di raccolta per poi essere trasportati, mediante furgoni, verso aziende agricole operanti prevalentemente tra le province di Taranto e Matera. Le successive attività investigative, che si sono sviluppate attraverso servizi di osservazione, pedinamento e controllo, intercettazioni e attività tecniche, hanno visto anche l’impiego di droni per l’osservazione dall’alto delle aree di interesse investigativo, nonché di particolari strumenti tecnologici attraverso i quali sono stati analizzati i tracciati satellitari relativi agli spostamenti dei mezzi utilizzati dagli indagati, così da ricostruire percorsi, punti di raccolta dei lavoratori e destinazioni presso le aziende agricole. Secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe progressivamente emersa l’esistenza di un sistema organizzato che avrebbe consentito di reclutare, gestire, alloggiare e trasportare manodopera, prevalentemente straniera, mettendola a disposizione degli imprenditori agricoli. Uno dei principali indagati, promotore e organizzatore dell’associazione, avrebbe rappresentato, secondo l’ipotesi investigativa, un vero e proprio punto di riferimento per numerosi lavoratori stranieri giunti in Italia alla ricerca di un’occupazione. Lo stesso avrebbe curato non soltanto il loro reclutamento, ma anche diversi aspetti della permanenza sul territorio: dall’organizzazione del viaggio e del trasporto verso i luoghi di lavoro alla sistemazione abitativa, sino alla gestione dei rapporti economici con le aziende agricole, trattenendo i documenti dei lavoratori. vbo/gtr
Inchiesta contro il Caporalato tra Taranto e Matera, 19 indagati

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