Il caldo rende più sinceri? La più alta istituzione bancaria nel campo della moneta unica, nel bollettino di Luglio 2015 afferma: “La convergenza reale fra le economie dell’area dell’euro dopo l’introduzione della moneta unica è stata scarsa e l’Italia ha registrato risultati peggiori in termini di crescita del Pil pro-capite”. ; «l’Italia, inizialmente un Paese a più alto reddito, ha registrato i risultati peggiori e questo suggerisce una divergenza sostanziale rispetto al gruppo con redditi elevati».
Insomma, non solo tra i Paesi fondatori dell’Unione siamo quelli che hanno fatto peggio in termini di crescita, ma abbiamo perso fette importanti di competitività e capacità di tenuta dei redditi. Ergo, quando nelle tasche prosperava la vecchia lira stavamo economicamente, patrimonialmente, e debitoriamente meglio di oggi.
Effettivamente con 13 anni di colpevole (voluto) ritardo, ci poteva arrivare chiunque. Di sicuro, i consumatori e gli imprenditori del Sud Europa hanno sentito ferocemente sulla loro pelle l’erosione del potere d’acquisto e di produzione. Ma è significativo che la BCE parli de facto del fallimento del progetto economico comune.
E’ evidente che, stanti gli stessi atavici e strutturali problemi, la magia italiana risiedeva proprio nella sua sovranità monetaria. Di qualche giorno è anche lo studio dello SVIMEZ, in cui afferma che la povertà nel nostro Paese è ai massimi storici e che il Sud Italia, se fosse autonomo, starebbe peggio della Grecia.
Eppure grazie alla questione Meridionale il Nord produttivo del Paese volava. La lira subiva pesantemente l’influsso delle due aree profondamente distinte, che creava una moneta forte per il Mezzogiorno ed una svalutata per il centro-nord, che avendo una moneta leggera poteva investire, produrre ed esportare meglio degli altri. In cambio, ci si impegnava coi trasferimenti fiscali a tenere in piedi lo Stivale. Il risultato era che ne beneficiava l’economia interna tutta ed il tessuto sociale teneva. Adesso con l’euro abbiamo una moneta troppo forte perfino per Milano, però c’è chi sta peggio di noi e quindi trasferiamo danari ad istituzioni esterne meridionalizzando tutto il Paese e paralizzando i vantaggi dovuti ai rubinetti chiusi della perequazione fiscale.
Così, chi zoppicava resta senza gambe e chi correva adesso corre ancora più veloce, avendo costruito l’Unione a propria immagine e somiglianza. Premettendo che una cessione di sovranità sia sempre e comunque discutibile, c’è chi ha ceduto quote avendo svantaggi e chi, vedi Germania, ottenendo in cambio surplus.
In questo quadro desolante si vorrebbe introdurre una eurotassa, che ancora non capiamo bene come dovrebbe risollevare chi ha poco reddito facendo alzare la pressione fiscale. Faremmo prima a parlare di suicidio assistito. Ma l’attenzione mediatica in questi mesi è notoriamente bassa, si può dire la verità, come ha fatto la BCE, sicuri che nessuno la ascolti.
Twitter @andrewlorusso











