Sarebbe stato impensabile sino a qualche anno fa, quando saldo al timone del Front National francese c’era Jean-Marie Le Pen, padre dell’attuale leader Marine, che ha raccolto discreti successi su scala nazionale con il picco alle Presidenziali del 2002; Ma tenuto sempre fuori dagli assi del potere e senza radicamento alcuno sui territori, restava un ottimo voto di protesta e nulla più.
Tutt’altra storia da quando nel 2011 il passaggio di testimone ha significato un profondo restyling dello spirito e dell’azione del movimento. Postumi del repulisti di antisemitismo e toni aspri, Blu Marine (come la chiamano i fan) ha ridisegnato la geografia e lo spirito del partito. E di sicuro qualcosa deve avere funzionato se oggi il FN è il primo partito di Francia con il 27.5% dei consensi, segue l’UMP di Sarkozy al 27% e i socialisti al 23% con il loro premier Valls visibilmente in affanno ad implorare il “patto repubblicano” ai suoi candidati. Ovvero il ritiro dalla competizione nel secondo turno ove il distacco è sensibilmente più elevato, per convogliare i voti sui candidati della destra repubblicana.
Infatti 6 regioni su 13 vedono primeggiare il Fronte, con Marine Le Pen in testa nel Nord-Pas de Calais-Picardie, al Sud nella Provence-Alpes-Côte d’Azur con Marion Maréchal Le Pen (nipote di Jean-Marie) e nell’Est Alsace-Champagne-Ardenne-Lorraine puntando sul numero 2 del partito Florian Philippot.
In una intervista per Repubblica, Marine Le Pen ha affermato tra le altre cose: “Il nostro obbiettivo è vincere e ottenere il più alto numero di regioni. Vogliamo poter dimostrare che l’indebitamento, i continui aumenti delle tasse, l’assenza di sostegno alle piccolissime, piccole e medie imprese non sono delle fatalità ma delle scelte politiche adottate dall’Ump e dal Partito Socialista che hanno contribuito a creare la situazione drammatica che sta vivendo oggi il paese”.
E ancora: “La chiave delle elezioni è nelle mani degli elettori. Il risultato incredibile del Front national è la rivolta del popolo contro le élite. Il popolo non sopporta più il disprezzo in cui è tenuto da anni da una classe politica che cura i propri interessi e non difende in nessun modo gli interessi della popolazione. Questa popolazione, e quella che si è astenuta, può decidere di mobilitarsi, almeno per il secondo turno per un reale cambiamento nelle regioni”.
Il successo alle cantonali sarà determinante per l’ultimo ma decisivo passo, ovvero la conquista dell’Eliseo nel 2017. Una evenienza che solo qualche anno fa pareva più che impossibile.












