A 70 anni dalla liberazione dei campi di sterminio, è doveroso che i più giovani conoscano e comprendano i momenti di infinita sofferenza da cui soprattutto i loro coetanei non ebbero modo di sfuggire.
In Puglia la Shoah entra in modo inedito in teatro, da mercoledì 21 a giovedì 29 gennaio, con lo spettacolo itinerante “Shoah. Frammenti di una ballata“, organizzato in prima assoluta a cura del Consiglio Regionale della Puglia – Servizio Biblioteca e Comunicazione Istituzionale, dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e dell’IPSAIC, Istituto per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea.
Lo spettacolo, interamente basato su testi tratti dalla letteratura sull’Olocausto, è prodotto da Farm Lecce per la regia di Fabrizio Saccomanno, con le musiche dal vivo suonate da Redi Hasa e il contributo video degli attori Michele Placido, Cosimo Cinieri, Emilio Solfrizzi, Brizio Montinaro e Rino Cassano, che interagiscono tra loro e con l’attore sul palco (lo stesso Saccomanno).
Le classi e i docenti di medie e superiori potranno assistere, gratuitamente e su prenotazione, alla visione dello spettacolo in sette teatri pugliesi.
La multimedialità dello spettacolo catapulterà il pubblico in una sorta di proscenio parallelo del passato, da cui poter osservare da vicino quattro storie di bambini e adolescenti di Ucraina, Ungheria, Polonia e Italia. Attraverso i loro occhi verrà riesumata la storia che ha portato al potere il nazismo, le leggi antisemite, la vita nei campi di sterminio, i drammi, il sacrificio, il dolore, fino alla liberazione e all’accoglienza dei profughi che ha coinvolto anche alcune località della Puglia.
Con la collaborazione degli Assessorati alla Cultura dei Comuni interessati, gli spettacoli si svolgeranno alle 10 e alle 12 di mercoledì 21 gennaio a Bari (Cinema Galleria), giovedì 22 gennaio a Foggia (Teatro Giordano), sabato 24 gennaio a Galatina (Cineteatro Tartano), lunedì 26 gennaio a Francavilla Fontana (Cineteatro Italia), martedì 27 gennaio a Nardò (Teatro Comunale), mercoledì 28 gennaio a Barletta (Cinema Paolillo), giovedì 29 gennaio a Manduria (Teatro Don Bosco).
“Dei sei milioni di ebrei che morirono, un milione e mezzo erano bambini, in gran parte al di sotto dei quindici anni”, scrive Nili Keren nel Dizionario dell’Olocausto. Molti non sopravvissero al viaggio nei carri ferroviari, altri vennero avviati nelle camere a gas già alla prima selezione appena arrivati nei lager, altri, ancora, finirono nei laboratori, trattati come cavie da dottori come Joseph Mengele, che li sottoponevano ad aberranti esperimenti scientifici.
In un assetto mondiale completamente mutato, ancor oggi si assiste tristemente a folli azioni individuali o organizzate paragonabili a quelle del secondo conflitto mondiale. Tra le vittime ci sono, purtroppo, sempre i più innocenti. Grazie a iniziative teatrali di questo spessore la storia deve entrare a piè pari nel presente e nella coscienza di tutti coloro che la rinnegano.











