HomeCronacaMarò: scambio di accuse tra l'Unione Europea e l'India

Marò: scambio di accuse tra l’Unione Europea e l’India

Dopo la risoluzione votata dal Parlamento europeo, dove si auspica che il contenzioso diplomatico tra l’Italia e l’India sul caso dei due marò italiani durante delle operazioni anti-pirateria sia presto risolta, non è tardata la risposta del Governo indiano.

L’Unione Europea, infatti, ha chiesto che ci sia presto il rimpatrio dei due fucilieri, poiché la loro detenzione senza accusa è “una grave violazione dei diritti umani” e che “la competenza giurisdizionale sia attribuita alle autorità italiane e/o a un arbitraggio internazionale”. I Parlamentari, dunque, sposano in pieno le tesi dell’Italia, sottolineando la preoccupazione per una detenzione che ormai sta per raggiungere i tre anni senza che sia stato ancora formulato un capo d’accusa per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Ma per il governo indiano è “inopportuna”. La risoluzione del rimpatrio del Parlamento europeo dei due Marò è inopportuna. Lo ha fatto sapere il portavoce del governo indiano, Syed Akbarrudin. spiegando che data la decisione dell’India di concedere “tre mesi di estensione della permanenza di Massimiliano Latorre in Italia per motivi di salute, mentre l’altro fuciliere, Salvatore Girone, risiede nell’ambasciata di Italia a New Delhi” sarebbe stato “consigliabile che il Parlamento europeo non avesse adottato una risoluzione”.

Durante il dibattito, Mogherini ha spiegato: “È una questione che riguarda il rispetto dei diritti umani (…), il rispetto dei principi del diritto informazionale (…) e quindi la credibilità stessa delle nostre azioni anti pirateria: è una questione che riguarda l’Unione europea”. I deputati hanno sottolineato che le restrizioni alla libertà di movimento dei fucilieri rappresentano “una grave violazione dei loro diritti umani” e ne chiedono il loro rimpatrio. Hanno, inoltre, appoggiato la posizione adottata dall’Italia sull’incidente e auspicano quindi che “la competenza giurisdizionale sia attribuita alle autorità italiane e/o a un arbitraggio internazionale”.

Per l’Italia l’incidente si è verificato in acque internazionali e i marò dovrebbero quindi essere processati in Italia o dinanzi a un tribunale internazionale, mentre l’India sostiene la sua competenza a processarli poiché l’incidente sarebbe accaduto nelle acque costiere poste sotto la sua giurisdizione. Fino a ora le autorità indiane non hanno formulato alcuna imputazione.

Intanto i deputati europei hanno invitato Federica Mogherini a intraprendere ogni azione necessaria per proteggere i due fucilieri italiani e sostengono gli sforzi compiuti da tutte le parti coinvolte per trovare una soluzione accettabile per tutti.

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Redazione
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