Quando si tocca una delle tre S del giornalismo – sesso, soldi, sangue – c’è sempre grande clamore. Quando un film polverizza record di incassi proiezione su proiezione è quasi ovvio che si insceni un acceso dibattito fra puristi dell’arte cinematografica e pubblico preso in prestito dalla televisione commerciale.
Quo vado?, l’ultimo film della triade Medici-Zalone-Nunziante – volutamente triade – ha superato al botteghino l’imponente cifra di 22 milioni di euro in soli 3 giorni. Fra gente che si tappa il naso indignato per cotanti riscontri e chi spalanca la bocca per sganasciarsi dalle risate, proviamo a fare un po’ d’ordine e spiegare i perché del successo del comico capursese.
1. Il personaggio, non l’attore
Luca Medici e Checco Zalone hanno due vite a sé. È per lo meno curioso come tutti – pubblico, giornalisti, addetti ai lavori, addirittura politici – parlino dell’alter ego per riferirsi a chi ne presta il volto. Checco Originariamente Zalone riassumeva in sé i peggiori tratti dei cantanti neomelodici di serie C che infestano le televisioni locali: volgare, sgrammaticato, retrogrado e connivente con la malavita.
Per darsi un tono, col tempo, ha abbandonato gli aspetti localistici senza perdere, almeno in partenza, gli aspetti più resistenti al progresso sociale. Dalle televisioni locali a Mediaset, sino agli schermi cinematografici, il pubblico sta assistendo all’evoluzione del personaggio. Sia chiaro, del personaggio, non di chi ne presta il volto.
2. Tutto intorno a Checco
Luca Medici eccelle nella parodia. È un attore normale, imbattibile nell’arte della presa in giro. Gennaro Nunziante è bravo nel costruire storie semplici in cui tutto ruota intorno al personaggio Zalone. Non risiede infatti nell’intreccio narrativo la chiave del successo dei film con Checco Zalone, bensì nella perfetta costruzione di un mondo che nasce, cresce e si evolve per farsi irridere dal suo unico protagonista.
Se l’obiettivo è quello di raccontare una storia, questo è certamente un limite. La triade Medici-Zalone-Nunziante non scende in campo per realizzare capolavori cinematografici destinati a restare impressi nella memoria collettiva, bensì prova a strappare al pubblico risate a buon mercato. E se nella continua presa in giro qualcuno riesce a trovar spunti e leggere una critica allo zoppicante sistema Italia, tanto di guadagnato.
3. Zalone, l’italiano medio..cre
Perché dunque stupirsi del continuo infrangere record di incassi dei film con Checco Zalone? La triade Medici-Zalone-Nunziante attinge a piene mani storie dal senso comune, passa sotto la lente d’ingrandimento gli stereotipi più macroscopici e teletrasporta al centro di questo orizzonte narrativo un personaggio che ormai vive di vita propria. Più che effetto soporifero sul pubblico, Checco Zalone coinvolge gli spettatori nelle sue dis-avventure improbabili, come don Chischotte ti spinge a fare il tifo per lui nonostante appare a tutti evidente l’impossibilità di sconfiggere un mulino a vento. Il pubblico invade le sale cinematografiche per vedere come se la caverà un personaggio a prima vista inetto, mediocre e ignorante contro le sfide di tutti i giorni. E agli italiani piace specchiarsi in un prodotto mediatico che in qualche modo li rappresenta. Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più Zalone del reame?
4. I teaser non mentono… e rispondono
Facile pensare che sia semplice avvicinare a passo svelto il record d’incassi con una distribuzione della pellicola così capillare, visto che circa un terzo delle sale italiane proietta in questi giorni Quo vado. Altrettanto facile scalmanarsi in stizziti j’Accuse verso il sistema, verso Medusa film – cioè Mediaset – che impone al proletariato intero di alzare il sedere dalla propria poltrona per dirigersi verso quella del cinema più vicino. La risposta è contenuta nel primo dei tre teaser che hanno accompagnato la promozione del film prima della sua uscita. Il farmacista Medici-Zalone prescrive ad una insoddisfatta e disperata paziente delle pillole di Quo vado. Della serie: non l’ha di certo ordinato il dottore di andare al cinema.











