HomePoliticaLegge elettorale, l'appello della Capone sulla parità di genere

Legge elettorale, l’appello della Capone sulla parità di genere

Mentre ancora non si sa quale possa essere la conclusione del dibattito, e quindi quale decisione prenderà il Consiglio regionale sulla spinosa ed annosa questione della rappresentanza femminile nelle liste, arriva l’appello dell’assessore Loredana Capone, esponente di rilievo del Pd regionale, che in una accorata lettera sottolinea l’importanza della parità di genere e la necessità di una adeguata rappresentanza femminile all’interno degli organi elettivi regionali.

“Quando perdiamo il diritto a essere diversi, perdiamo il privilegio di essere liberi. E’ la diversità l’anello portante delle società futura: in politica garantisce democrazia, nella famiglia crea l’istituzione su cui è fondata l’intera umanità. Attiene a questa consapevolezza la volontà di riconoscere o meno l’importanza della presenza femminile a tutti i livelli del vivere quotidiano”.
Così l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Loredana Capone, alla vigilia della discussione in aula per l’approvazione della nuova legge elettorale regionale.

“Consapevolezza della nostra storia, delle capacità, del coraggio, della passione, del valore che tutte le donne possiedono per natura. E’ questo il nodo cruciale che oggi la politica deve sciogliere se intende davvero costruire un futuro migliore per il nostro Paese. Un nodo dalla cui soluzione dipendono lo sviluppo economico, la parità uomo-donna, le disuguaglianze di reddito e di ricchezza, la scuola, l’educazione, la tv, le imprese, il Mezzogiorno. Dal Quirinale ai Comuni, in Italia, purtroppo, è rosa soltanto il 19,7% dei ruoli elettivi o di nomina.

Siamo un Paese che si è posto in estremo ritardo il tema della rappresentanza di genere nelle istituzioni. Le donne hanno partecipato alla lotta di liberazione dal nazi-fascismo e ottenuto nel 1946 il diritto di voto, negli anni ’60 e ’70 il movimento femminista ha contribuito al cambiamento della società italiana e all’introduzione di leggi innovative, dal diritto di famiglia ai servizi sociali, e nonostante questo, per avere la prima donna Ministro, il Paese ha dovuto aspettare il 1976, quando ai vertici del Lavoro andò Tina Anselmi.

Da allora molti passi avanti sono stati compiuti, dalla giunta Vendola al governo Renzi abbiamo finalmente visto il 50% di presenza femminile nei luoghi decisionali, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Basti pensare che, ancora oggi, nel Consiglio regionale della Puglia siamo solo tre donne su 70 e che la situazione rischia di peggiorare ulteriormente con la riduzione a 50 dei consiglieri. Per questo motivo è indispensabile che ci sia un investimento culturale di tutta la comunità sulle capacità delle donne, in qualunque ambito, dalla politica all’impresa, alla Pubblica Amministrazione.

Il puzzle culturale, però, è composto di molti pezzi e, tra questi, uno certamente importante è la Legge elettorale che definisce l’accesso alle cariche elettive e che, diventa, quindi, fondamentale per riconoscere maggiore spazio alla presenza femminile nelle istituzioni. Ecco perché penso che il Consiglio regionale della Puglia non debba lasciarsi sfuggire questa grande occasione di discussione, anzi, riconoscere questo spazio proprio attraverso la presenza delle donne nelle liste e la doppia preferenza. Da donna amministratrice ho potuto costatare personalmente il valore aggiunto che le donne determinano nella buona azione amministrativa e quanto importante sia il loro lavoro e intervento nelle politiche anche con un’ottica di genere”.

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Redazione
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