HomeCulturaViaggio nella storia della presenza ebraica in Puglia

Viaggio nella storia della presenza ebraica in Puglia

I legami tra il mondo ebraico e la Puglia sono bimillenari.
La nostra terra, infatti, è stata tappa importante di un percorso che, nell’antichità, ha visto l’ebraismo espandersi e diffondersi in tutto il Mediterraneo.
Si è potuta accertare, attraverso numerose fonti storiche, l’esistenza di colonie ebraiche in Italia meridionale già al tempo della Roma repubblicana: gli ebrei sbarcavano di solito a Brindisi e a Pozzuoli e restavano in terra d’Otranto, in Puglia e in Campania, come liberi cittadini, o come schiavi impiegati nella coltivazione dei latifondi romani.
Ma fu dopo la distruzione della città di Gerusalemme da parte dell’imperatore Tito nel 70 d.C., con la conseguente dispersione del popolo ebraico, che si determinò lo stabilirsi definitivo in Italia meridionale, e quindi in Puglia, di un grande numero di ebrei.
Queste comunità, sia pure attraverso tutta una serie di vicissitudini, continuarono a svilupparsi economicamente e culturalmente nel corso dei secoli, migliorando progressivamente le proprie condizioni di vita.
Una serie di epigrafi funerarie ritrovate a Bari, Brindisi, Venosa, Lavello, Taranto e Matera, tutte in lingua ebraica, dimostrano che, fin da tempi antichi, le comunità ebraiche pugliesi si servivano della loro lingua originaria, il che si può spiegare accettando l’ipotesi di una grande intensità di rapporti fra la Palestina e la Puglia.
I centri principali dell’ebraismo pugliese furono Bari, Oria, Venosa e Otranto.
In particolare, l’importanza di Bari e Otranto, è dimostrata da quanto fra i dotti ebrei europei si diceva delle due città: “da Bari esce la legge e la parola di Dio da Otranto”.
Al tempo dei Normanni, le comunità giudaiche erano sempre più numerose e rigogliose; fra queste, furono particolarmente importanti quelle le città marinare come Bari, Barletta, Brindisi, Gallipoli, Giovinazzo, Monopoli, Taranto e Trani.
Volendo seguire le tracce della presenza giudaica in Puglia e scovare i resti più vistosi di quell’antica cultura, potremmo partire proprio da qui.
Già nella prima metà dell’XI secolo si narra di una numerosa comunità ebraica presente a Trani, nella “Giudecca”, un quartiere dedalo di vicoli e cortili, in gran parte visibili ancora oggi: siamo nella parte più alta della zona vecchia, adiacente le mura longobarde, nei pressi del porto e della cattedrale.
E’qui che vivevano gli ebrei, perfettamente integrati nel tessuto urbano e nelle attività quotidiane della città.
La presenza degli ebrei entrò in crisi con l’arrivo degli Angioini, intorno alla fine del XIII secolo, fino a scomparire definitivamente con il dominio della ‘cattolicissima’ Spagna nel meridione, che nel 1510 impose l’espulsione degli ebrei da Trani.
A testimonianza di una presenza viva e numerosa, a Trani c’erano ben quattro sinagoghe, poi trasformate in altrettante chiese, dedicate a SS. Quirico e Giovita (poi S. Anna), S. Maria di Scolanova, S. Leonardo Abate e S. Pietro Martire.
La chiesa di S. Anna e quella di S. Maria di Scolanova sono tutt’oggi esistenti, mentre delle altre due si hanno solo testimonianze documentarie, che ne ipotizzano la collocazione dell’una nei pressi di S. Anna e dell’altra in via Cambio.
Merita senz’altro una visita la Sinagoga Scolanova di Trani (sec. XIII), convertita prima in chiesa di Santa Maria e poi ritornata sinagoga nel 2005. All’edificio, splendido nella viva pietra tranese, si accede tramite la scalinata esterna a ridosso dell’ala occidentale. All’interno è possibile ammirare un dipinto di origine bizantina che raffigura la Madonna dei Martiri, protettrice dei marinai. La facciata principale monocuspide si apre, invece, su Via e Piazza Sinagoga, quest’ultima ospitante la meglio nota “casa del rabbino”.
Tappa d’obbligo è però la ‘Sinagoga Grande’, convertita in Chiesa di Sant’Anna e oggi sezione ebraica del museo diocesano di Trani. Edificata nel 1246-47, costeggia Via della Giudea, cioè quella che era la strada principale dell’antico quartiere ebraico tranese. Della sua struttura originaria si conservano i muri perimetrali, un’epigrafe, la cupola incastonata nel tamburo ottagonale e, sulla facciata, un piccolo timpano a cuspide. Pregevoli anche gli elementi di periodi successivi come l’altare ligneo settecentesco, l’abside medievale, le decorazioni seicentesche e il campanile.
Oggi l’edificio custodisce alcuni reperti della storia ebraica cittadina. Nella cripta sono presenti alcuni cippi tombali provenienti dai cimiteri della comunità ebraica della città, mentre nella zona superiore si conservano copie di documenti e due eccezionali reperti: una Mezuzah (contenitore che racchiude una pergamena) risalente al XII – XIII sec. e frammenti pergamenacei di un’antica Bibbia del XIV secolo.
Un altro importante centro che testimonia la presenza ebraica in Puglia è quello di Manduria.
É nel centro storico della cittadina salentina che si trova l’antico quartiere ebraico, inizialmente integrato nel tessuto abitativo locale. Anche Manduria aveva la sua Sinagoga: divenuta nel XVII secolo casa padronale, conserva oggi il caratteristico portale con 14 elementi decorativi floreali, divisi al centro da una maschera, forse di valenza propiziatoria. Il declino della comunità ebraica manduriana iniziò con la creazione del Ghetto, a seguito della bolla di Paolo IV nel 1555 che intendeva difendere la cristianità: il quartiere ebraico venne isolato dal resto della città e sono ancora visibili i tre grandi archi in tufi che serravano il Ghetto. Un’antica tradizione ci fa sapere che le autorità locali della città, alle ore 24 di ogni sera, serravano a chiave quelle porte, riaprendole allo spuntar del sole del mattino seguente: era questo un provvedimento necessario per impedire agli ebrei la propaganda notturna della propria religione.
Ancora nel Salento, si trova la “Porta degli Ebrei”, che conduceva alla giudecca della comunità ebraica di Oria (BR) e che dà accesso ad un quartiere medievale tortuoso, di piccole case, botteghe, balconcini nascosti. Dietro questa porta, si sviluppava una fiorente comunità ebraica, nota in tutto il Mediterraneo medievale, per l’eccelsa levatura culturale che la carattrizzava. La piazza ivi prospiciente è dedicata, per esempio, a Shabbetai Donnolo, figlio della città ed esperto esegeta, nonché medico e astronomo.
In questo viaggio sulle orme degli ebrei di Puglia non è possibile dimenticare il Gargano.
Senz’altro curiosa è la storia della comunità ebraica di San Nicandro Garganico (FG) e del suo fondatore Donato Manduzio: un bracciante agricolo che, agli albori del fascismo e dell’avvento delle leggi razziali, decise di abbracciare la parola dell’Antico Testamento e degli ebrei al tempo di Mosè.
Infine, va citata l’incantevole Vieste (FG). Anche qui, nell’antico rione ebraico, costellato di archi medievali e piccole vie, ancora si respira la vita degli artigiani e dei commercianti ebrei.
Una vita tormentata ma, senza dubbio, anche a distanza di secoli, colma di fascino.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Antonio Verardi
Antonio Verardi
Storico dell’Arte. Ha collaborato con il Museo Pecci di Prato. Ha svolto attività di ricerca per la Facoltà di Lettere e Architettura. E’ docente di letteratura italiana, storia e storia dell’arte. Perito ed esperto per la Camera di Commercio di Bari è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal maggio 2011.

3 Commenti

Comments are closed.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img