In linea generale, l’infortunio sul lavoro INAIL è un sinistro coperto da assicurazione obbligatoria. E’ previsto un risarcimento o retribuzione o indennità sostitutiva in caso di incidente violento dal quale derivi morte e inabilità permanente del lavoratore.

Cosa s’intende per infortunio sul lavoro

Nel concetto di infortunio sul lavoro l’INAIL allarga la platea, facendovi rientrare gli incidenti causati da agenti aggressivi esterni tali da provocare danneggiamenti all’integrità psicofisica del lavoratore (ad es. sostanze tossiche, sforzi muscolari eccessivi o virus).

Sono compresi anche tutti quegli eventi che possono minare la salute del lavoratore durante lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Quindi sì a quelli occorsi durante l’orario di lavoro e sul posto di lavoro e sì agli eventi con rapporto indiretto di causa-effetto tra l’incidente che causa l’infortunio e l’attività lavorativa svolta.

Per questi motivi l’INAIL copre tutti gli infortuni sul lavoro anche se direttamente causati dal lavoratore stesso per negligenza, imprudenza o imperizia. Ed estende la copertura assicurativa anche agli incidenti che si dovessero verificare durante il normale tragitto di andata e ritorno  tra casa e posto di lavoro: il cosiddetto infortunio in itinere.

L’infortunio in itinere

Se il tragitto è percorso con ordinarie modalità di spostamento (mezzi pubblici, a piedi ecc.), l’infortunio in itinere è coperto laddove siano verificate le finalità lavorative, la normalità del tragitto e la compatibilità degli orari.

I mezzi di trasporto

Una nota importante: in tempi in cui sempre più spesso i Comuni predispongono percorsi urbani sostenibili e attenti all’ambiente, recarsi a lavoro a bordo di una bicicletta o di altro velocipede può riguardarci se dovessimo incappare in un infortunio.

Anche questa circostanza rientra nelle fattispecie dell’infortunio in itinere perché l’uso del mezzo privato viene considerato sempre necessitato dall’INAIL, ovvero sempre in rapporto di causalità quindi sempre riconosciuto.

Restano esclusi dalla tutela quegli infortuni riconducibili ad un rischio volontariamente assunto dal lavoratore e, come tale, non assicurativamente protetto.

Ad esempio, l’uso del mezzo privato (automobile, scooter o altro mezzo di trasporto) può considerarsi necessitato solo qualora sia verificata la presenza di almeno una delle seguenti condizioni:

  • il mezzo è fornito o prescritto dal datore di lavoro per esigenze lavorative;
  • il luogo di lavoro è irraggiungibile con i mezzi pubblici oppure è raggiungibile ma non in tempo utile rispetto al turno di lavoro;
  • i mezzi pubblici obbligano ad attese eccessivamente lunghe;
  • i mezzi pubblici comportano un rilevante dispendio di tempo rispetto all’utilizzo del mezzo privato;
  • la distanza della più vicina fermata del mezzo pubblico, dal luogo di abitazione o dal luogo di lavoro, deve essere percorsa a piedi ed è eccessivamente lunga.

Il tragitto

Oltre che sul tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, l’infortunio in itinere può verificarsi durante:

  • il normale tragitto che il lavoratore deve percorrere per recarsi da un luogo di lavoro a un altro, nel caso di rapporti con più datori di lavoro;
  • il normale tragitto che il lavoratore deve percorrere per raggiungere il luogo di consumazione abituale dei pasti, se non esiste una mensa aziendale.

Interruzioni e deviazioni del percorso

Quando rientrano nell’assicurazione?

Le interruzioni e deviazioni dal normale percorso non rientrano nella copertura assicurativa, a meno che non ricorrano specifiche condizioni di necessità.

Quelle che vi rientrano sono:

  • quelle effettuate in seguito a una direttiva del datore di lavoro;
  • quelle dovute a causa di forza maggiore (ad esempio, un guasto meccanico);
  • quelle dovute a esigenze essenziali e improrogabili (ad esempio, il soddisfacimento di esigenze fisiologiche);
  • quelle effettuate per adempiere ad obblighi penalmente rilevanti (ad esempio, per prestare soccorso a vittime di incidente stradale);
  • quelle effettuate per esigenze costituzionalmente rilevanti (ad esempio, per accompagnare i figli a scuola);
  • le brevi soste che non alterano le condizioni di rischio.

Esclusioni

Per quanto ovvio, resta ben inteso ed utile ricordare che non sono indennizzati gli infortuni direttamente causati dall’abuso di sostanze alcoliche e di psicofarmaci, dall’uso non terapeutico di stupefacenti e allucinogeni, nonché dalla mancanza del titolo di abilitazione alla guida da parte del conducente.

Vive a Barletta, e tra i suoi diletti c’è quello del giornalismo che l’accompagna da diversi anni. E' stata curatrice di eventi culturali e sportivi, impegnata nelle pubbliche relazioni ed in una frenetica quanto attuale attività sociale, anche se la sua vita professionale è dedita all’economia e temi affini. Curiosa tra le righe dei fatti, e tralascia poco all’informazione disinformata.

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