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L’ufficio di presidenza, l’entrata a gamba tesa di Emiliano e la legge elettorale “così com’è”

Cambiare la legge elettorale? Non se ne parla. Tanto meno per errori più o meno fortuiti o materiali. La legge è e resta quella pubblicata dal Bollettino Ufficiale della Regione Puglia e tutte le beghe sono sostanzialmente per questioni legate ai non rieletti. Taglia corto Michele Emiliano che, nel giro di una domenica sera riesce prima a far fare un passo indietro a Peppino Longo, e poi anche ad Onofrio Introna, che non digerisce le parole del Governatore e diserta la riunione da egli stesso convocata per oggi.

“Illustre Presidente Emiliano, riscontro la Sua del 15 giugno u.s., avente ad oggetto: “Proclamazione degli eletti alle elezioni del 31 maggio 2015. Trasmissione nota inviata alla Commissione elettorale centrale”, per informarLa di aver proceduto a convocare l’Ufficio di Presidenza in data odierna, quale atto dovuto, sulla base delle note e diffide pervenute alla Presidenza del Consiglio regionale, sul tema della legge elettorale.

In apertura dei lavori, ho provveduto a consegnare ai Colleghi intervenuti e alla Segretaria Generale del Consiglio la nota che Ella ha voluto indirizzarmi, in uno alle stesse note e diffide di cui sopra. Assolto a questo doveroso compito, ho comunicato di lasciare la seduta, per ovvie ragioni di prudenza ed opportunità, onde evitare qualsiasi rischio di fraintendimento circa l’operato dell’organismo convocato, affidando la presidenza al Vice Presidente anziano, il collega Antonio Maniglio. Tanto per doverosa informazione”.

Una frase criptica, quella di Onofrio Introna, con cui in pratica si lava le mani da quello che l’ufficio di presidenza vorrà decidere in merito alla legge elettorale, alle eventuali correzioni da apporre al testo (per mero errore matariale, a detta degli interessati). Dopo averla convocata d’urgenza per questa mattina (e dopo la defezione di Longo) Introna non ha partecipato alla riunione dell’Ufficio di Presidenza “per ragioni di prudenza ed opportunità”.

Una reazione, quella del Presidente del Consiglio in carica (fino all’insediamento del nuovo consiglio regionale) che risponde a tono alle intimazioni arrivate da Michele Emiliano.

Sulla vicenda infatti è intervenuto a gamba tesa lo stesso Emiliano, eletto nuovo presidente della Regione, che infastidito dai ritardi non fa sconti nè all’ex presidente del Consiglio Introna nè alla prefettura di Bari.

“Stanno discutendo non so quanto fondatamente, su una ipotesi di eventuale cattiva trascrizione della legge nel bollettino ufficiale della Regione: un problema giuridicamente inesistente, dal mio punto di vista. Ovviamente il testo della legge pubblicata è quello del bollettino: punto e basta. Non c’è possibilità di interpretazione autentica di ciò che è scritto lì. Il tentativo di riscrivere la legge nasce solo da una contesa tra possibili candidati non eletti. Non è una questione politica: l’elezione per qualcuno è come trovare un posto di lavoro e quindi si accapigliano. A qualcuno interessa poco se ci sono quindici o venti giorni di ritardo alla proclamazione del presidente. Perché vedono la politica come una loro personale questione”.

Dichiarazioni durissime che fanno il paio con la mancata partecipazione di Introna alla riunione che, verisimilmente, si risolverà in un nulla di fatto, dopo l’interpretazione autentica che ha fatto a mezzo stampa e lettera del prossimo governatore di Puglia.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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