No. Non chiamateli “angeli”, e nemmeno “eroi”. Sono uomini, anzi Uomini, che, sfidando il freddo, il gelo, il buio, il terremoto, la neve e il vento stanno scavando, senza sosta, per cercare di arrivare prima possibile a portare soccorso, aiuto, conforto e speranza a chi non ne ha.
Vigili del Fuoco, Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, Polizia, Volontari… e sicuramente ce ne siamo dimenticati qualcuno.
E qualche volta le storie sono a lieto fine, almeno per qualcuno. Quando si scava a mani nude, dopo chilometri percorsi al buio di notte con -10 gradi di temperatura, con la speranza di salvare qualche persona, ma con la consapevolezza di essere destinati, forse, a trovare più cadaveri che sopravvissuti. Ma qualche volta la perseveranza e le capacità dell’uomo di superare le difficoltà fanno il miracolo.
Ed ancora.
Poliziotti che, senza il minimo indugio, si precipitano lungo strade assolutamente impraticabili, e quando le autovetture non possono più proseguire, avanzano a piedi perchè ci sono persone da salvare.
Tra tutti i soccorritori impegnati in questi giorni nella gestione delle emergenze, tra terremoto e neve, a cavallo di Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio, ci sono anche i Poliziotti della Sezione Stradale di Bari – di supporto alla sezione di Ascoli, impegnati in questi giorni caotici al meglio delle loro possibilità.
Li abbiamo raggiunti telefonicamente per farci raccontare il dramma di una popolazione terrorizzata dalla neve e dal terremoto.
“Anche se non è la nostra attività specifica, è ovvio che il soccorso alle persone è al primo posto. La Polizia Stradale effettua sempre questi tipi di interventi, ed in caso di inondazione, incendi, emergenza per la neve o per il terremoto, noi ci siamo”.
Un compito duro e senza dubbio faticoso in questi giorni…
“Senza dubbio. Ma con un livello di gratificazione altissimo. Quando possiamo salvare una vita umana, e lo facciamo, non ci sono parole per descrivere il nostro stato d’animo. E’ la cosa più importante che possiamo fare, ed è il motivo principale del nostro lavoro”.
Vi siete trovati di fronte una popolazione allo stremo.
“Si. Adesso la situazione metereologica si sta tranquillizzando, ma non dimentichiamoci che l’attività sismica è ancora in atto. Ci sono scosse continue. Pensi che due giorni fa, durante le forti scosse che hanno fatto scattare l’allarme negli occhi delle persone che incontriamo, che soccorriamo e che confortiamo si può leggere benissimo lo sgomento di chi oltre alla neve deve affrontare il sisma. E sembra dirti: “perchè sta accadendo tutto ciò?”. Il nostro compito è aiutarli. E lo stiamo facendo, tutti, al massimo delle nostre forze e possibilità”.
Immaginiamo senza turni di lavoro o quasi.
“O quasi. Fortunatamente tutte le Forze dell’ordine ci sono e sono operativa. Ma tra neve e terremoto le emergenze di questi giorni sono talmente tante che gli interventi sono stati praticamente infiniti da parte di tutti. Ovviamente sono saltati i turni di servizio. Ci sono state persone che hanno lavorato anche 20 ore di fila. Ma nessuno ci fa caso. Siamo qui per fare il nostro lavoro ed il nostro dovere. E facciamo quel che c’è da fare”.
Lontani dai vostri cari che probabilmente staranno in pensiero anche per voi.
“Siamo qui nelle Marche da 15 giorni, lontano dalle nostre famiglie. Che ovviamente si preoccupano per la nostra incolumità. Pensi che durante alcune operazioni di soccorso dei giornis corsi non riuscivamo a metterci in contatto telefonico. Per fortuna la connessione dati non è mai venuta meno ed almeno siamo riusciti a tranquillizzare i nostri a casa”.
E due giorni da sono stati gli uomini della Sezione di Bari della Polizia Stradale a raggiungere ed a salvare due anziani coniugi bloccati dalla neve a Piano di Morro.
Tra la seconda e la terza forte scossa di terremoto del 18 gennaio, infatti, la pattuglia è stata incaricata di raggiungere e soccorrere una coppia di coniugi anziani ed ammalati bloccati in casa dalla neve.
“I parenti, preoccupati – ci raccontano – ci hanno contattato perchè non avevano notizie dei due anziani, isolati per la neve, senza energia nè telefono. Siamo andati in montagna con la vettura di servizio, ma ad un certo punto la neve impediva ogni accesso. Siamo riusciti, dopo molti sforzi, ad arrivare nei pressi dell’abitazione dei due, senza conoscere il territorio in cui eravamo impegnati. Abbiamo seguito i tralicci, i pali del telefono, un torrente che costeggiava la zona e le alte cancellate per poter individuare il percorso. Abiamo preso una pala ed abbiamo scavato un percorso di fortuna, preoccupandoci anche di compattare la neve per poter assicurare una via di uscita alle due persone da soccorrere. Dopo alcune centinaia di metri, sotto la tormenta e nella neve alta siamo arrivati all’uscio, e l’anziano ci ha accolto – pensi lei – con una bottiglia di grappa perchè non aveva ne acqua ne altro per offrirci un caffè o un the caldo”.
Saranno stati contenti di vedere i soccorritori…
“Erano contentissimi. E lo eravamo anche noi. Li abbiamo invitati a chiudere tutto e, con cautela, li abbiamo accompagnati fino alla nostra vettura per poi trasferirli al sicuro ad Ascoli, dove hanno potuto abbracciare i loro parenti e ricevere le cure mediche opportune”.
Una delle tante storie.
Uomini veri. Come tutti gli altri impegnati in questi giorni in un compito arduo ma necessario. Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, Protezione Civile, Militari… E che meritano, come minimo, il nostro grazie. Sono loro a rendere l’Italia un posto un po’ più sicuro.
















