Una giornata ad alta tensione quella di oggi a Melendugno, in Salento, davanti ai cancelli del cantiere Tap (Trans Adriatic Pipeline). Dopo il via libera del Consiglio di Stato anche questa mattina si sono susseguite le azioni di protesta contro l’espianto degli ulivi, necessario perchè le piante si trovano lungo il tracciato dove sorgerà il tunnel del metadonotto transadriatico che dall’Azerbajian porterà il metano, passando da Turchia e Grecia, in Italia e quindi in tutta Europa.
Una cinquantina di persone sta protestando da questa mattina con in prima fila ancluni sindaci del comprensorio ed consiglieri regionali, che si sono ritrovati a San Foca, e hanno messo in atto un sit-in davanti ai cancelli del cantiere provocando la sospensione delle operazioni e il passaggio dei tir con gli alberi espiantati.
I mezzi e gli uomini della polizia, giunti sul posto fin dalle prime ore del giorno, dopo un lungo impasse, hanno forzato il blocco per accedere all’area con una carica che ha liberato il transito di automezzi del cantiere. I manifestanti sono stati fatti sedere lungo un tratto di strada che va dai cancelli del cantiere fino alla strada.
Intanto, dopo la bocciatura del ricordo della Regione Puglia, Michele Emiliano torna ancora sulla questione, puntando questa volta almeno a far spostare il tracciato, allontanandolo dalla zona protetta di San Foca a Squinzano.
“La battaglia del Tap – ha sottolineato Emiliano – è diventata per il Governo un simbolo della sua volontà di non dare alcun peso al parere delle popolazioni residenti che devono ricevere grandi opere pubbliche ad alto impatto ambientale. Eppure la Puglia non ha mai detto no al gasdotto Tap, ma anzi intendeva favorirne la realizzazione pacifica attraverso una sua diversa localizzazione”.
E poi affonda il colpo. “Si stanno confrontando a San Foca non i manganelli della polizia e le fasce tricolori dei sindaci ma due diverse concezioni della politica. L’una servile rispetto agli interessi dei grandi gruppi economici e dura e severissima con i diritti dei cittadini. L’altra, basata sulla connessione tra istituzioni e popolo a tutela dell’ambiente e della bellezza”.
Sulla situazione di queste ore poi il Presidente della Giunta Regionale così commenta.
“Utilizzando il massiccio spiegamento di forze che oggi è stato predisposto, il Governo dà la misura della sua incapacità di ascoltare e elaborare politicamente le richieste di una regione intera che ha nel suo programma di governo, elaborato dal basso e votato da centinaia di migliaia di pugliesi, lo spostamento dell’approdo del Tap in un’altra area. Si risponde sempre stancamente che questo spostamento non è possibile perché si perderebbe troppo tempo”.
“La fretta dunque – dice Emiliano – ancora una volta passa sopra le teste di cittadini e delle istituzioni locali che pure hanno saputo difendere la Costituzione della repubblica nella parte in cui tutela le autonomie locali e la autodeterminazione degli stessi. La Regione Puglia, che è al fianco di tutti i cittadini ed i sindaci impegnati in questi momento, sta portando avanti la battaglia legale in tutte le sedi possibili”.











