HomePoliticaMinervini: corro per Stefàno e appoggio Emiliano

Minervini: corro per Stefàno e appoggio Emiliano

Resto nel Pd, tranne che in campagna elettorale, dove correrò per Sel e per il candidato presidente Dario Stefàno.

Questa la scelta fatta da Guglielmo Minervini, ufficialmente “per non sprecare il lavoro fatto in questi dieci anni”, ma molto più probabilmente (e cinicamente) perchè nel Partito Democratico avrebbe molte più difficoltà a farsi rieleggere in Consiglio Regionale.

Meglio, allora, optare per una sorta di “prestito” calcistico e correre con il partito di Nichi Vendola, probabilmente (secondo le voci circolate in questi giorni) da capolista e, in caso di superamento dello sbarramento imposto dalla nuova legge elettorale, avere un posto nella prossima legislatura.

Certo, la scelta di Minervini è stata ponderata e rischiosa allo stesso tempo, con la desisione di correre in un partito che non è affatto detto che riesca a superare lo sbarramento per entrare in Consiglio. Anzi, i numeri dei sondaggi effettuati nelle scorse settimane vedono fortemente in bilico questa ipotesi.

“Non sto facendo una scelta di rottura col Pd – ha spiegato Minervini – poi la palla passa nelle mani del partito, ma sia chiaro e spero che così sarà interpretato, che il mio è un contributo per irrobustire la proposta politica del centrosinistra e di Michele Emiliano”.

La replica di Emiliano, naturalmente, non si è fatta attendere, ed arriva da twitter. “Minervini ha risolto un problema a tutti, non era più cosa. Poi come al solito Vendola vuole fare un partito alle spalle del Pd. Che pazienza ci vuole”.

Il concetto espresso da Emiliano è chiarissimo: per Minervini spazio (politico e non solo) nel Partito Democratico non ce n’è e non ce ne sarebbe stato. Probabilmente il nodo era il posizionamento di Minervini (che nelle primarie non ha certo brillato) in una lista molto forte e da tempo già stabilità. E’ chiaro che per l’assessore c’era più di un imbarazzo nel relegarlo in un ruolo di rincalzo. E la scelta fatta, alla fine, potrebbe accontentare proprio il Pd più di Minervini stesso.

“Minervini si ricolloca in Sel e il Pd – aggiunge Emiliano in un altro tweet – subisce senza commentare. Abbiamo altro cui pensare. E poi è stato assessore per 10 anni guadagnando più di un milione di euro e un vitalizio. E’ un martire?”. Non le manda certamente a dire l’ex sindaco di Bari.

Secca la replica di Minervini, dopo aver chiarito la sua scelta “non è contro il Pd ma per la Puglia: alle provocazioni non rispondo perchè devo farti votare”.

Ci spiegherà, naturalmente, Guglielmo Minervini cosa intende con questa ultima frase: forse una lampante campagna elettorale all’insegna del voto disgiunto? E Dario Stefàno (con tutta Sel) accetteranno supinamente questa scelta? Può un candidato di una lista appoggiare (“devo farti votare”) il candidato presidente di una coalizione a cui non appartiene? E che ne pensano gli elettori e gli iscritti di Sel? Campagna acquisti?

Vendola non parla di campagna acquisti, ma difende quella che da anni definisce “La Puglia migliore”.

“Abbiamo bisogno di combattere il trasversalismo, di combattere – ha spiegato Vendola – le larghe intese che uccidono la distinzione tra destra e sinistra. Perchè il trasversalismo politico poi diventa quello degli affari ed ha la forza di diventare uno scivolo verso la corruzione. C’è nel centrosinistra attuale – secondo Vendola – una vocazione alle larghe intese che non è semplicemente un equivoco o una ambiguità, ma è il terreno di coltura della corruzione, è la scena vera del degrado della politica, e che io chiamo trasversalismo. Ebbene noi non accettiamo questa deriva. Noi oggi non facciamo un’operazione elettoralistica, non presentiamo solo una lista. Noi diciamo siamo qui, siamo in campo, la Puglia migliore non è finita, non è smarrita. Quella Puglia in più, fatta di culture ed esperienze, la mettiamo in campo e credo – ha concluso Vendola – che aiuteremo il centrosinistra a vincere ed a governare bene”.

Intanto Stefàno apprezza la scelta di Minervini: “Il percorso del centrosinistra si rafforza e sono contento della scelta di Guglielmo, perchè la Puglia ci chiedeva segnali di continuità. Saremo quindi – ha spiegato Stefano – un presidio per ancorare il centrosinistra alla sua identità. E’ un percorso civico e politico in cui saremo un presidio nella costruzione del programma e dopo in consiglio e nel governo regionale. Svolgeremo il nostro ruolo – ha aggiunto – con lealtà nei confronti di Michele Emiliano e del centrosinistra”.

Si va, dunque, per una alleanza dell’ultimo momento tra “Noi a Sinistra per la Puglia” e la coalizione che sostiene Michele Emiliano? Ad oggi tutto è possibile.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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