Continua e si fa più dura la crociata a difesa dell’olio pugliese. Si alza la voce de parlamentari pugliesi contro l’ultimo provvedimento targato Unione europea, che aprirebbe le porte all’olio tunisino.
“Per colpa del voto di ieri del Pd al Parlamento europeo, ulteriori 35mila litri di olio tunisino a dazio zero invaderanno la Ue facendo crollare i prezzi e la qualità del prodotto. Anche sul piano commerciale Renzi e il Pd si dimostrano inadeguati a tutelare il nostro Paese, affossando, invece che promuovere, il made in Italy”, afferma la deputata pugliese Elvira Savino, capogruppo di Forza Italia in Commissione politiche della Ue alla Camera. “E’ una dimostrazione di indifferenza nei confronti del Sud”. Ma non solo Savino fa sentire la sua voce dalle parti di Forza Italia. Queste le parole del senatore Michele Boccardi: “I nostri agricoltori e produttori – aggiunge Boccardi – già messi a dura prova da anni di crisi economica, rischiano di ricevere il colpo di grazia direttamente da Bruxelles. È inaccettabile che per sostenere le difficoltà della Tunisia venga messo a repentaglio l’intero settore olivicolo italiano, specie di Regioni a vocazione agricola come la Puglia”.
Non mancano i toni accesi da parte del gruppo dei Cinque Stelle: “La Commissione commercio internazionale del Parlamento europeo – afferma l’eurodeputato Piernicola Pedicini – ha approvato l’importazione senza dazi di una quota annua di 35 mila tonnellate di olio d’oliva dalla Tunisia. Questa ulteriore quota che si aggiunge alle 56.700 tonnellate annue già previste dall’accordo Ue-Tunisia sarà un colpo mortale per l’olivicoltura italiana. L’agricoltura italiana, ancora una volta, viene usata come merce di scambio per la politica internazionale. Ma le ipotesi avanzate da Pedicini si fanno audaci: “Un altro sospetto è che ci sia il preciso obiettivo di affossare i piccoli e medi produttori del Sud Italia, per permettere alle grandi aziende di comprare a prezzo stracciato l’olio non europeo per poi truffare i consumatori spacciandolo come Made in Italy”.
Si aggiunge a queste perplessità la voce di Dario Stefano, portavoce di Noi a sinistra in Puglia: “Non capisco perché mentre l’agroalimentare italiano segna cifre positive nell’export, grazie a chi continua a investire sulla qualità – e penso anche, per esempio, a chi ha lanciato la bella idea delle Carte degli Oli nei ristoranti – poi ci rendiamo complici e subiamo questo ennesimo pugno nello stomaco da parte dell’Ue”.











