Omicidio stradale: ok al disegno di legge. Ma basterà?

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Siamo più vicini all’introduzione nel nostro ordinamento della figura specifica dell’omicidio stradale. Ieri, infatti, è arrivato il Sì dell’Aula della Camera al disegno di legge che introduce il reato nel nostro codice penale. Il testo è stato approvato con 276 voti a favore, 20 contrari e 101 astenuti. Essendo stato modificato a Montecitorio, torna al Senato. Contro ha votato Sel, mentre Fi e M5S si sono astenuti.

L’approvazione arriva dopo un sit-in delle associazioni promotori del disegno di legge che, lunedì scorso hanno protestato a Montecitorio per farsi ascoltare dai parlamentari e proporre alcune modifiche.

“Abbiamo accolto le loro richieste – ha sottolineato Alessia Morani, vicecapogruppo del Pd a Montecitorio e relatrice del ddl sull’omicidio stradale – e altri emendamenti del Pd che hanno portato l’aumento del minimo delle pena riguardo a violazioni gravi del Codice della strada”.

In maniera specifica, è stato introdotto l’obbligo di arresto in flagranza per i pirati della strada che uccidono al volante ma solo per i casi più gravi, ossia quando il guidatore sarà trovato in stato di ebrezza con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro o sotto l’effetto di droghe. In questi casi è previsto l’arresto da 8 a 12 anni. La Camera Ha reso obbligatorio l’arresto in tutti i casi gravi di omicidio stradale, ha ripristinato la fattispecie semaforo rosso, contromano, inversione di marcia, inasprito la pena per chi viaggia senza patente e senza assicurazione, allungato i tempi di ritiro della patente, ridotto la discrezionalità del giudice e inasprito la pena per chi fugge.

Il problema è grave ed attuale. Mentre negli ultimi 10 anni si assiste al dimezzamento dei morti sulle strade italiane sta crescendo drammaticamente il numero dei morti provocati da chi guida sotto l’effetto di alcool e di stupefacenti. Si calcola una percentuale di oltre il 25% per cento.

Il Movimento 5 Stelle si è astenuto dal voto finale del provvedimento, giudicando le norme non sufficienti ma comunque un primo passo. Positiva invece la  valutazione di Michele Meta, presidente della commissione trasporti della camera. Il minimo edittale, infatti, p stato portato a 4 anni, mentre il M5S chiedeva un minimo superiore ai 5 anni di reclusione.

Grande soddisfazione è stata espressa da chi si è battuto a lungo con raccolta delle firme e tante altre iniziative su tutto il territorio nazionale per arrivare all’obiettivo dell’omicidio stradale.

Ma era necessaria questa legge? Oggi ci sono in Italia 3.385  morti l’anno (dati Istat 2013) quasi 10 al giorno,  siamo ancora in assoluto il Paese d’Europa col maggior numero di vittime sulle strade. Anche il numero dei morti per milione di abitanti,  media UE 51,4,  ci vede ancora al 14° posto con 56,2 vittime. E l’omicidio stradale aiuterà a combattere questa piaga perché nella pirateria stradale i casi di recidiva sono altissimi.

Non si tratta insomma di vendetta ma solo di prevenzione. Impedire determinati comportamenti, e mettere nelle condizioni chi si è macchiato del delitto di non essere messo nelle condizioni di potersi ripetere, infatti da un lato rappresenta una pena adeguata rispetto alla gravità del reato, e dall’altra può fornire una adeguata deterrenza.

“Presto il reato di omicidio stradale sarà legge, ma non basta. Abbiamo ancora tanta strada da fare per risolvere il problema dell’incidentalità stradale. La prossima tappa è l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Stradale”. Lo scrive, sui social network, Carmelo Lentino, Portavoce di BastaUnAttimo, la campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera, promossa da AssoGiovani e Forum Nazionale dei Giovani.

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