Un futuro in bilico, tra licenziamento, ricollocazione, aziende in profonda crisi e stipendi che non arrivano ormai da nove mesi. E mentre le procedure e la burocrazia allunga ancora i tempi per la liquidazione di Taranto Isolaverde, società partecipata della Provincia, gli operai ed i dipendenti sono allo stremo delle forze e della sopportazione.
Questa mattina alcuni operai sono saliti sull’impalcatura del Palazzo degli Uffici di Taranto, attualmente in ristrutturazione. I licenziamenti collettivi dei 231 lavoratori dovevano, secondo le procedure previste, scattare lo scorso 26 novembre, ma la tutto è stato congelato almeno fino al prossimo 10 gennaio in attesa di una possibile ricollocazione degli operai per altri mansioni da parte di terzi. Gli operai tuttavia non percepiscono lo stipendio dallo scorso mese di aprile e temono la perdita del posto di lavoro. Tra l’altro con il licenziamento sarebbero scattati alcune procedure di welfare (per esempio l’assegno di disoccupazione) che avrebbero perlomeno potuto aiutare le loro famiglie. Invece in questa situazione si trovano in un terribile limbo da cui è difficile vedere la fine del tunnel.
Durante la manifestazione di questa mattina uno degli operai ha avvertito un malore e per soccorrerlo gli operatori del 118 hanno dovuto utilizzare un’autoscala dei vigili del fuoco.
“Siamo stanchi – ha riferito tramite cellulare uno dei lavoratori – di pagare una crisi di cui non siamo responsabili, ci mancano i sorrisi dei nostri figli, l’amore delle nostre mogli e compagne di vita, siamo stanchi di giustificare e chiedere al salumiere, al macellaio, al panettiere, un credito. Siamo stanchi di accendere candele per guardarci in faccia la sera perché la luce è stata tagliata, stanchi di arrancare qualche euro per poter fare una visita medica, ma le bollette da pagare arrivano lo stesso”.











