Ancora silenzio da parte del Governo sulla questione che interessa un’importante area archeologica pugliese, quella denominata “Titolo”, presente a Palese. Sembra, infatti, che nei giorni scorsi siano stati effettuati degli interventi di copertura, preventivi alla già pianificata costruzione di un complesso residenziale.
La località suddetta presenta le tracce di un insediamento del Neolitico – in questo specifico caso, abitato dal VI al IV millennio avanti Cristo – che si estende per ben 4 ettari, un villaggio con annessa un’area ad uso funerario.
Giusta ed immediata l’indignazione delle associazioni che si stanno battendo per salvare il patrimonio storico di Palese. Una vicenda finita anche all’attenzione dei ministri dei Beni Culturali e dell’Interno grazie ad una interrogazione parlamentare a prima firma del deputato Angelo Tofalo del Movimento 5 Stelle e cofirmata dai colleghi pugliesi Giuseppe Brescia e Giuseppe L’Abbate. I 5 Stelle chiedevano al Governo Renzi cosa intendesse fare per tutelare il patrimonio storico-culturale di Palese, minacciato dalla tombatura cementizia delle villette di prossima costruzione.
In attesa di una risposta da Roma, l’assessore all’Urbanistica di Bari, Carla Tedesco, ha affermato che “il Comune non ha rilasciato il permesso a costruire perché, a quanto ne sappiamo, non vi è ancora il nulla osta della Sovrintendenza. Se è stato concesso e spedito, non ne abbiamo contezza”. Una posizione che non convince l’architetto Eugenio Lombardi, presidente dell’Ecomuseo urbano del Nordbarese, autore di un’ulteriore denuncia alle Istituzioni e ai Carabinieri per comprendere chi ha dato l’autorizzazione alle ruspe.
“Sono passati oramai ben sette mesi dalla nostra interrogazione parlamentare – dichiarano i deputati Tofalo, Brescia e L’Abbate – ma il Governo, come al solito, latita e lascia che tutto prosegua senza il suo controllo. Il M5S continuerà ad esser vicino alle associazioni che difendono il territorio, come quella che si sta battendo a tutela di un bene storico-identitario per la comunità palesina e per l’intera città metropolitana di Bari. Per questo, gli Attivisti M5S saranno accanto all’associazione Ecomuseo Urbano del Nordbarese – continuano i parlamentari 5 Stelle – che, venerdì 13 febbraio, intende sottoscrivere una denuncia alla Procura della Repubblica per l’estrema gravità degli accadimenti e per chiedere ai responsabili delle colpevoli inadempienze, i quali hanno causato un danno incalcolabile in termini di ricadute culturali, didattiche, turistiche e occupazionali”.











