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E’ sempre bene, nel giorno delle elezioni, essere a conoscenza di come si vota per evitare, involontariamente, di annullare la propria preferenza. E quest’anno ci sono novità, alcune anche rilevanti, introdotte dalla legge elettorale.
Domenica 4 marzo 2018 gli italiani sono chiamati alle urne per scegliere i componenti di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica per la prossima legislatura. Quest’anno la legge elettorale approvata durante la passata legislatura, il ‘Rosatellum‘, presenta alcuni sostanziali cambiamenti nella modalità di elezione dei candidati e dell’organizzazione di liste e collegi elettorali.
Ma andiamo con ordine.
LE NOVITA SULLA SCHEDA
Ci sono due sostanziali novità sulla scheda elettorale. in primo luogo una serie di istruzioni per l’uso e per il voto corretto che si trovano sul retro, e poi il tagliando antifrode. Un codice progressivo alfanumerico che viene controllato dagli addetti al seggio elettorale e che deve garantire che la scheda elettorale utilizzata sia proprio quella consegnata. Il sistema nelle intenzioni del legislatore dovrebbe portare ad un maggior controllo del fenomeno del voto di scambio: sarà infatti impossibile scambiare schede bianche e schede prestampate inserendole al posto della scheda effettivamente votata dal singolo elettore.
LA SCHEDA ELETTORALE
Le schede che ci verranno consegnate sono due (rosa per la Camera, gialla per il Senato). La scheda è fatta di diverse aree corrispondenti a ciascun partito o coalizione. Uno spazio rettangolare conterrà il nome del candidato nel collegio uninominale scelto da ogni partito o coalizione. Sotto il nome del candidato una serie di caselle porteranno il simbolo del o dei partiti che sostengono quel candidato che portano da due a quattro nominativi nel proporzionale. Si tratta del cosiddetto “listino bloccato” che concorrerà all’elezione del 64% degli eletti complessivi (quota proporzionale). Il restante 36% dei parlamentari viene eletto con il sistema maggioritario (chi vince nel proprio collegio uninominale ha un seggio).
COME SI VOTA
Ci sono tre modi per esprimere il proprio voto:
- barrando il nome del candidato del collegio uninominale. Il voto si trasferisce automaticamente anche al o ai partiti che lo sostengono. Se ci sono più partiti a sostegno di un candidato il voto va in maniera proporzionale a tutte le liste collegate al candidato.
- barrando un segno solo sul simbolo del partito che si vuole sostenere. In questo caso il voto si trasferisce anche al candidato del collegio uninominale votata nella parte proporzionale.
- con due segni, uno sul candidato nel collegio uninominale ed uno su una lista che lo appoggia nella parte proporzionale. Il voto in questo caso è valido.
IL VOTO DISGIUNTO
Fate particolarmente attenzione, in questa legge elettorale è espressamente vietato il voto disgiunto. A differena invece da quanto era previsto nella precedente legge elettorale (Mattarellum). Quindi non si può votare il candidato di un partito o di una coalizione nel collegio uninominale e dare il proprio voto ad un partito nella parte proporzionale che NON sostiene quel candidato.
IL TAGLIANDO ANTIFRODE
Il tagliando inserito sulla scheda prevede una procedura particolare per l’inserimento della scheda nell’urna. Il numero sarà annotato al momento dell’identificazione dell’elettore e della consegna della scheda con cui lo stesso elettore potrà recarsi all’interno della sezione per operare la propria scelta. Dopo aver votato l’elettore consegnerà quindi la scheda al presidente del seggio che staccherà il tagliando e dovrà verificare la corrispondenza di quel codice con quello annotato quando all’elettore è stata consegnata la scheda. Soltando DOPO aver accertato questa corrispondenza la scheda verrà inserita DAL PRESIDENTE DI SEGGIO nell’urna. E l’elettore potrà lasciare il seggio. Quindi non si inseriranno più in maniera autonoma le schede nell’urna. L’operazione deve essere svolta in questo modo per ogni voto espresso.











