HomeEconomia & SviluppoEconomiaPrimo maggio 2025, c’è davvero da festeggiare?

Primo maggio 2025, c’è davvero da festeggiare?

E anche quest’anno è arrivato il primo maggio. Alcuni di noi non lavoreranno festeggiando in famiglia o con amici. Altri, spesso la maggioranza, saranno al “nostro servizio” come sempre. Ci saranno supermercati aperti, bar con persone disponibili a servirci, supermercati dove prendere quel prodotto che abbiamo dimenticato e che proprio non possiamo prendere domani.  Il primo maggio non diventi, come l’8 marzo, ricorrenza svuotata di senso e significato. Non torni ad essere un giorno come altri utile solo per “fare ponte”. Sia un giorno invece di riflessione e di cambiamento. Le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella scuotano le nostre coscienze e siano di monito a questa classe politica, non solo quella nazionale ma anche quella regionale. Non importa il colore politico, servono misure, servono incentivi, servono fatti, non parole.

Il peso delle tasse, spesso non commisurate ai servizi offerti, schiacciano le famiglie e, con loro, l’ottimismo nel futuro. Non ci si meravigli se non si fanno più figli, non ci si meravigli se molti giovani siano emigrati all’estero. Non ci si meravigli se molti genitori non riescano a gestire le attività pomeridiane dei loro figli e li lascino alla mercé di uno smartphone. E allora per un attimo proviamo a riflettere tutti quanti. Mettiamo da parte il selfie con spritz o birra in una soleggiata località pugliese. Non pensiamo soltanto a cosa faremo oggi, se andremo sul mare, in campagna, in montagna, con amici o parenti. Proviamo a chiederci se siamo felici, se i nostri diritti sono rispettati, se le richieste che facciamo ai nostri manager siano ascoltate, se siano prese in considerazione, e se, soprattutto, siano previsti dei cambiamenti.

Il primo maggio sia momento di riflessione, di confronto ma soprattutto di ascolto. Alle imprese, ai politici si chiede in fondo una cosa molto semplice, ascoltare i propri elettori e i propri dipendenti. Ascoltare coloro grazie ai quali un posto di lavoro di responsabilità e di alto profilo è garantito. Il primo maggio, lasciamo spazio e voce a chi voce non ne ha. Non sia anche quest’anno la piazza dei soliti comizi. La speranza è che questo primo maggio sia diverso dagli altri e porti idee concrete che partono dai bisogni di chi ogni giorno fa sacrifici per questo paese.

Il primo maggio tornerà ad essere Festa quando i lavoratori saranno rispettati davvero, quando il salario ricevuto riuscirà ad accompagnare le famiglie fino alla fine del mese e oltre.

Il primo maggio tornerà ad essere Festa quando le famiglie festeggeranno perché le strade saranno pulite, i servizi funzionanti, i trasporti in orario e i parchi pieni di giostre e non di transenne.

Il primo maggio tornerà ad essere Festa quando tutti potranno riposarsi, anche chi, di solito, è costretto a lavorare.

A loro, anche oggi, va il nostro più grande ringraziamento. A chi anche oggi lavorerà, col sorriso, con il mutuo, con tanti problemi a casa e in famiglia. Eppure, col sorriso, anche oggi, ci aiuterà a trascorrere una giornata in maniera spensierata.

Il primo maggio tornerà ad essere Festa un giorno, ma non è questo il giorno.

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