Presentato a Milano in occasione della prima Giornata Nazionale delle Regioni e degli enti locali sul contrasto al gioco d’azzardo, e sottoscritto da Lombardia, Liguria, Piemonte, Veneto, Campania, Lazio, Puglia e Basilicata, Il Manifesto impegna le regioni a “garantire azioni di prevenzione e contrasto alla ludopatia”, “difendere l’autonomia normativa regionale” e “fare rete contro l’azzardo patologico”.
Le regioni che vi aderiscono e che hanno già approvato leggi sul gioco d’azzardo si impegnano a portare avanti iniziative che possano “conservare e consolidare l’autonomia normativa, quale l’introduzione dei limiti di distanza dei punti di offerta di gioco dai luoghi sensibili, anche in misura maggiore rispetto ai limiti eventualmente fissati a livello nazionale.
Secondo il presidente del gruppo consiliare de “La Puglia con Emiliano”, Paolo Pellegrino, si tratta di una situazione che va risolta tempestivamente attraverso l’organizzazione di gruppi di supporto ai giocatori incalliti e alle famiglie che, ogni giorno, affrontano la dipendenza dei loro cari.
La conferma dei timori espressi da Pellegrino risiede nell’aumento esponenziale di sale bingo, sale giochi, installazioni di slot machine e consumo di giochi online.
“Assistiamo – spiega il capogruppo – alla crescita esponenziale di un fenomeno, con il conseguente aumento della platea dei giocatori e con l’esplosione del problema della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, come vera e propria patologia da prevenire e curare. Occorre per tali motivi dare seguito alla legge regionale n. 43/2013 ‘Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (GAP)’ costituendo il tavolo regionale di coordinamento sulla tematica, composto da professionisti operanti nei Dipartimenti delle Dipendenze delle Aziende USL pugliesi e di Enti e/o Associazioni maggiormente attive e coinvolte nella tematica al fine di proporre alla Giunta regionale un programma di intervento organico, articolato e condiviso da svilupparsi secondo quattro direttrici (Prevenzione primaria, Prevenzione secondaria, Formazione degli operatori, Trattamento ambulatoriale e, per i soggetti più compromessi, la sperimentazione di una comunità residenziale sul territorio pugliese) e predisponendo la costituzione di un Osservatorio sulla dipendenza da gioco, al fine di formulare proposte e pareri per il perseguimento delle predette finalità, relazionando annualmente sul monitoraggio svolto nell’ambito delle attività terapeutiche prestate ai soggetti affetti da GAP, nonché predisporre campagne di informazione e sensibilizzazione sui rischi connessi al gioco d’azzardo patologico”.
Paventando la costituzione di un Osservatorio sulla dipendenza da gioco, sottolinea l’urgenza di creare un pool tecnico di esperti che miri a curare e prevenire la ludopatia attraverso quattro linee direttrici: prevenzione primaria, prevenzione secondaria, formazione degli operatori e trattamento ambulatoriale e, nei casi più gravi, l’inserimento in una comunità residenziale.
Sulle dichiarazioni di Pellegrino arrivano le proteste degli Otto consiglieri pugliesi del M5S che hanno evidenziato di aver chiesto per due volte l’istituzione dell’osservatorio sul gioco patologico.
“La maggioranza arriva ad occuparsi delle problematiche del nostro territorio anche questa volta in estremo ritardo e chiedendo l’istituzione di un tavolo che costituirebbe solo un’ulteriore perdita di tempo”, hanno dichiarato gli otto consiglieri pugliesi pentastellati Barone, Bozzetti, Casili, Conca, Di Bari, Galante, Laricchia e Trevisi dopo le dichiarazioni rese dal consigliere di maggioranza Pellegrino che ha rivendicato la necessità di combattere il gioco d’azzardo patologico (Gap). Ma a tutto ciò aveva già pensato il Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle che aveva già presentato due mozioni aventi ad oggetto l’istituzione immediata dell’Osservatorio regionale sulla diffusione del Gap, mai sorto nonostante fosse previsto dalla legge regionale n. 43 del 13 dicembre 2013, di cui una decaduta per colpa della stessa maggioranza di cui fa parte lo stesso Pellegrino.
“Ma non solo – proseguono – nella legge di bilancio avevamo anche chiesto di destinare un fondo di 150mila euro per lo studio della patologia e per fare informazione sul territorio; un provvedimento che è stato bocciato dalla assessore al bilancio Piemontese, perché non previsto nell’impegno di spesa per il 2016”.
I consiglieri del M5S evidenziano infine come “sembra che la maggioranza del Governo regionale si sia accorta solo ora del dramma che attanaglia anche la nostra Regione, ma almeno questa volta alle parole seguiranno i fatti?”.
LA REPLICA DI PELLEGRINO – Non si fa attendere la replica di Pellegrino: “Mi pare che impostare il ragionamento politico su temi cosi importanti e delicati come la ludopatia e il gioco d’azzardo, rivendicando esclusivamente la priorità delle iniziative, sia puerile e politicamente sterile. Non è da oggi che ho impegnato la mia attività sui temi della sanità territoriale e in particolare sui servizi dedicati alle persone più fragili. Invito pertanto i colleghi consiglieri del Movimento Cinque Stelle a un atteggiamento più responsabile e a una condivisione reciproca delle iniziative di comune interesse. Buttarla in caciara politica non serve ai pugliesi”.












