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Reddito di dignità: presentati gli emendamenti, la discussione in commissione slitta al 23 febbraio

Si è tenuta questa mattina nella sala Guaccero della Regione Puglia, a Bari, la seduta congiunta delle commissioni III e VI, per l’esame del disegno di legge relativo al “Reddito di dignità e politiche per l’inclusione sociale” (Red).

Dopo aver recepito gli emendamenti presentati da maggioranza e opposizione, e rispondendo alla sollecitazione del consigliere regionale di ‘Noi a Sinistra’ Mino Borraccino, i presidenti delle commissioni III e VI riunite in seduta congiunta, Pino Romano e Alfonso Pisicchio hanno deciso di dedicare la seduta alla definizione degli emendamenti e di rinviare l’esame dell’intero disegno di legge nella seduta del 23 febbraio.

“Il rinvio dell’esame del provvedimento alla settimana prossima – hanno spiegato Romano e Pisicchio – serve a consentire a tutte le forze politiche di prendere atto delle proposte di modifica presentate dai diversi gruppi, per giungere ad un testo che raccolga la più ampia condivisione possibile”. Posizione confermata dall’assessore al Welfare Salvatore Negro che ha invitato i capigruppo ad una riunione preliminare fissata per lunedì alle ore 15.

“Non è stata una perdita di tempo – ha quindi sottolineato Pisicchio – ma un utile momento di confronto con le forze di maggioranza e di opposizione al fine di avviare un percorso costruttivo per la definizione dell’intero articolato di legge”.

La seduta odierna è stata inoltre l’occasione per illustrare la ratio degli emendamenti presentati: a partire da quelli del Pd, che come spiegato da Marco Lacarra, “intervengono unicamente su aspetti di natura tecnica, senza intaccare l’impostazione del provvedimento, che è pienamente condivisa e prevede misure di contrasto alla povertà attraverso un sistema di welfare innovativo”.

Secondo l’esponente Pd “certamente Red è una misura legata a principi di solidarietà, dignità e rispetto della persona, che invece non vengono assicurati dalla proposta di legge delle opposizioni. Io credo – ha concluso – che bisogna andare avanti, e non indietro, rispetto al principio della dignità delle persone che non viene certo tutelato dalla proposta dell’opposizione”.

Ignazio Zullo, presidente dei Cor, ha ribadito il concetto per cui “la dignità può essere valorizzata solo se si associa ad un  reddito da lavoro, e non a forme di assistenzialismo”. Da qui la proposta di “implementare i programmi di utilità sociale da realizzare in collaborazione con i Comuni, per consentire un ritorno alla collettività in termini di servizi e prestazioni lavorative”.

“Chiaramente – hanno spiegato i consiglieri fittiani – non è in discussione il comune sentire di dover aiutare quei pugliesi che vivono in  totale stato di povertà, con un reddito annuo che non supera i tremila euro. Come è altrettanto chiaro che noi dei CoR avremmo preferito che la Giunta regionale proponesse una più complessa Riforma strutturale per il contrasto alla povertà, che per noi non può non passare anche attraverso la sburocratizzazione e la detassazione. Insomma, nessuno è insensibile a questo tema, ma su come affrontarlo e risolverlo, seppure parzialmente, abbiamo sentito la necessità di formulare una proposta (attraverso emendamenti) che porti a erogare il “Reddito” come controprestazione di un lavoro svolto. Per questo abbiamo immaginato di coinvolgere i Comuni, che potrebbero usufruire di una manodopera preziosa per servizi alla comunità che oggi non possono essere svolti perché mancano le risorse o c’è carenza di personale, ma anche il sistema imprenditoriale”.

Il capogruppo di Mps-Area popolare, Giannicola De Leonardis ha dichiarato di “non essere pregiudizialmente contrario al ddl”, chiedendo “maggiore attenzione e l’incremento delle risorse da destinare alle famiglie – in particolare a quelle numerose – e manifestando perplessità sul ruolo centrale previsto dai Centri per l’Impiego nella selezione e nell’individuazione della platea potenzialmente interessata, ma il cui personale è ancora nel limbo provocato dal decreto Delrio”.

Al maggiore coinvolgimento degli enti locali e  ad una attenzione particolare alla tutela delle famiglie, sono orientate le proposte di FI illustrate dal consigliere regionale Nino Marmo, mentre per il M5S è necessario “meno assistenzialismo e un impegno ulteriore per favorire il reinserimento occupazionale di quanti hanno perso il lavoro in età avanzata”.

 

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